Sabato, 19 Giugno 2021
Nardò

Marcello Risi batte Bruno ed è nuovo sindaco di Nardò

L'ex vicesindaco batte la Bruno e guida la città. Determinante l'asse trasversale Sel-Udc-Io Sud. E intorno al nuovo sindaco si ricompatta anche il Pd. Tassa rifiuti, lavoro e ospedale le priorità

Marcello Risi (foto del Comitato elettorale Sel).

NARDO' - Il testa a testa si è paventato solo in sede di "exit pool". Poi il dato reale ha tracciato il distacco, anche considerevole, per Marcello Risi che ad una manciata di minuti dalle 17 è diventato il nuovo sindaco di Nardò. Il già vicesindaco del centrosinistra ha avuto la meglio nello spareggio amministrativo sulla rivale del centrodestra Antonella Bruno. La coalizione che ha sorretto l'avvocato neritino, 45anni a settembre, radicata sull'asse Sel, Udc, Io Sud, Nardò per Risi e lista Partecipa, conferma il colore della propria coalizione a palazzo Personè battendo, in un secondo turno quasi subito senza partita, l'avversaria del centrodestra, a cui và l'onore delle armi, per aver conquistato in rimonta l'accesso al ballottaggio. I dati snocciolati dai comitati elettorali sono già belli e confezionati: al secondo e definitivo turno di ballottaggio Marcello Risi incamera 9.462 preferenze (pari al 56,3%) contro i 7.348 voti appannaggio di Antonella Bruno che fa registrare il 43,7% dei consensi. E presto il responso, non più controvertibile, sarà ufficializzato anche dallo spoglio delle 33 sezioni cittadine

Il cambiamento epocale invocato dalla coalizione e dai candidati del centrodestra a sostegno di Antonella Bruno, in terra neritina non c'è stato. Ed un altro dato sul quale riflettere resta anche il calo vertiginoso dell'affluenza di circa 16 punti percentuali in meno rispetto al primo turno: 59,32% i votanti, pari a 17.201 elettori contro il 75,36% pari a 21.854 elettori, che si erano visti sfilare ai seggi quindici giorni addietro. Un calo fisiologico come si suol dire in questi casi, e acuito dalla mancanza della forza trainante dei candidati consiglieri che nella prima fase fà, spesso e volentieri, da stantuffo. E non ha sortito l'effetto sperato in casa della coalizione del centrodestra (Pdl, Puglia Prima di tutto, Antonella Bruno sindaco e Nuovo Corso per Nardò) nemmeno il rimescolamento delle carte nel Polo Niritino dell'ormai ex candidato sindaco Giancarlo De Pascalis (sostenuto al primo turno dalle liste Noi x per Nardò, Progetto Nardò, Pd, Piazza Pulita, Semplicemente neritini). Che ha sposato e formalizzato con due sue liste l'apparentamento con la candidata del centrodestra Antonella Bruno in nome e per conto di "una volontà di cambiamento delle vecchie logiche politiche che hanno soggiogato la città e dalla volontà di un ricambio generazionale".

Vince su tutta la linea il neo sindaco Marcello Risi. Artefice del laboratorio politico che ha sancito la rinascita del centrosinistra disgregato in terra neritina con l'allargamento ad Udc e Io Sud che lanciano un segnale forte anche agli ex alleati del Popolo delle Libertà: "Senza di noi non si può vincere". Per Risi si tratta di una doppia vittoria: quella amministrativa che lo incorona nuovo sindaco della città più popolosa della provincia dopo Lecce. E quella politica, che ha consentito di ricompattare quel Partito democratico che al primo turno lo aveva quasi ripudiato e con il quale oggi ritorna alla guida della città. Risi vince facendo leva sulla forza di Sel e della altre liste di sostegno (Città Nuova Udc di Giovanni Siciliano, Io Sud di Giuseppe Fracella e Walter Mirarco, la lista Partecipa di Leuzzi, la lista del sindaco Nardò per Risi) e senza la "necessità" ( e la volontà) di apparentamento al secondo turno.


Ora per Risi e compagni è tempo di pensare al futuro e ad amministrare una città che ha bisogno di stabilità politica e cambiamento anche delle dinamiche amministrative. Il neo sindaco è pronto alla sfida, puntando sui giovani. E con tre priorità già annunciate da Risi: "Un intervento immediato sulla tariffa dei rifiuti che grava sui cittadini in maniera esorbitante ed iniqua; nuove politiche del lavoro per garantire un futuro e opportunità per i più giovani e per combattere il precariato; e non ultimo la difesa dell'ospedale Sambiasi puntando sull'amore che il presidente Vendola nutre per Nardò". E la nuova giunta? "Ci sarà tempo per vararla, ma non ci sono difficoltà a creare una buona squadra di governo" dice il sindaco. E mentre sul versante opposto Antonella Bruno si appresta ad un'opposizione "costruttiva e collaborativa", da Nuovo Corso per Nardò, Salvatore Donadei commenta amaramente: "Questa città ha confermato la sua paura di cambiare e il suo masochismo politico".

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