Nardò

Materassi e rifiuti: l'altra faccia di masseria "Boncuri" divenuta discarica

Il Movimento 5 stelle di Nardò immortala la situazione di degrado che caratterizza il luogo "simbolo" dell'accoglienza dei migranti. E lancia una provocazione: "Occupiamo i terreni abbandonati per restituirgli dignità produttiva"

Dal sito del Movimento 5 Stelle.

 

NARDO' - Un tempo era "masseria Boncuri", intesa come luogo simbolo dell'accoglienza che Nardò (con l'intervento di Cgil e delle istituzioni) aveva saputo dimostrare alle centinaia di lavoratori migranti, arruolati per la stagionale raccolta delle angurie. Il tentativo, durato due anni, di sottrarre "gli ultimi" al ricatto occupazionale della criminalità organizzata (vedi caporali) è caduto nel vuoto.

Il 2012 è stato l'anno del ritorno al vecchio sistema degli "invisibili", così come denunciato dai sindacalisti che si sono dati la pena di girare in lungo ed in largo l'amara campagna per trovare tracce di vita umana (o disumana) a bordo di un camper, al fine di offrire assistenza medica e legale laddove necessaria. Oggi, a stagione quasi conclusa e nascosta sotto al tappeto la polvere di un dramma che è meglio dimenticare (in attesa, ovvio, della prossima stagione), Boncuri si presenta agli occhi dei passanti come un "non luogo" divenuto discarica.

Dalla protesta dei lavoratori al nulla , il passo è stato cortissimo. E la fatiscenza del luogo torna alla ribalta grazie alla segnalazione del Movimento 5 stelle locale che sul proprio sito di riferimento, https://www.nardo5stelle.it/, correda il j' accuse con desolante reportage fotografico che immortala materassi, frigoriferi e rifiuti di ogni tipo.

"Si è bravi a issare la bandiera della solidarietà e altrettanto bravi a non comprendere che dobbiamo ristabilire più in fretta unrapporto più intimo con la nostra terra, fattore primario di sostentamento della nostra comunità. Gli amministratori di uno degli agri più grandi d’Italia, Nardò, dovrebbero rendersene conto. Eppure continuiamo a vedere un decadimento paesaggistico delle nostre campagne, sempre più prese d’assalto da una cementificazione selvaggia che ne sta compromettendo assetti morfologici, idrologici e naturalistici", scrivono gli attivisti.

La proposta per un futuro "alternativo" del Salento, elaborata dal Movimento, passa attraverso il recupero degli edifici rurali, la conversione di colture industriali in ecotipi locali e dagli incentivi per un turismo rurale che possa arginare il fenomeno della destagionalizzazione.

"Se pensiamo che, oggi, con un litro di benzina (circa 2 euro) si possano comprare tre chili di pasta , un chilo di pomodori ciliegino, circa due litri di latte, c’è da riflettere su quanto possa incidere la filiera lunga sulla busta della spesa per famiglia", spiegano loro.

Poi la proposta alla cittadinanza con annessa "provocazione": "Il nostro gruppo di lavoro 10 mesi addietro propose a questa sorda amministrazione il recupero dei terreni dell’ex istituto agrario (25 mila metri quadri di terreno, altamente produttivi) per farne orti sociali che avrebbero permesso a 180 famiglie bisognose di attingere, gratuitamente, ai prodotti della terra per tutto l’anno. La risposta non c’è mai stata, tranne i grandi elogi demagogici. Esortiamo, quindi, i nostri concittadini ad occupare pacificamente i terreni comunali in stato di abbandono per restituirne la loro dignità produttiva."

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