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Olio spacciato per extra vergine e tonnellate di angurie come italiane, forse provenienti dall’Africa. Un indagato

Un 60enne di Nardò, legale rappresentante di una grossa azienda agricola, è stato denunciato al termine di un’attività eseguita dai finanzieri di Gallipoli, assieme agli ispettori ministeriali. Sotto sequestro 9 tonnellate di angurie, due di carciofi e mille e 500 litri di “oro verde”. Scoperti lavoratori in nero

NARDÒ – Le angurie, senza etichette, erano spacciate per italiane. In realtà sarebbero state provenienti dalla Grecia o, addirittura, dall’Africa. E l’olio, venduto come “extra vergine d’oliva”, non era praticamente altro che una miscela. E durante l'ispezione, scoperti anche due lavoratori in nero. Maxi frode alimentare nel Salento: indagato un imprenditore agricolo di Nardò. Nei guai è infatti finito un 60enne, titolare di una nota azienda neretina, a seguito dei controlli dei finanzieri di Gallipoli, eseguiti assieme al personale dell’Ispettorato centrale per il controllo della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari del ministero.

Sotto sequestro nove tonnellate di angurie, altre due di carciofi e mille e 500 litri di olio. Le indagini hanno permesso di rilevare come l’azienda avrebbe mascherato la tracciabilità di un grosso quantitativo di frutta proveniente dall’estero - forse dalla Grecia, ma non si esclude dal continente africano - per poi essere rivenduto sul territorio nazionale come di origine e coltivazione italiana. Il confezionamento avrebbe poi fatto il resto: sugli imballaggi, infatti, delle etichette con simbologie italiane, secondo gli inquirenti apposte volutamente per trarre in inganno il consumatore circa la zona di origine e produzione. L’imprenditore agricolo risponderà ora delle ipotesi di reato di  frode in commercio e vendita di prodotti con segni mendaci. Sanzioni amministrative, fino al termine dei controlli, per quanto riguarda la commercializzazione di carciofi sprovvisti di etichettatura.

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Sono infatti emerse ulteriori violazioni di carattere amministrativo sulla tracciabilità degli alimenti, tra le quali anche quelle relative alla vendita di olio in lattine e 300 litri di vino, non conformi alla normativa comunitaria sull’obbligo di indicazioni, tracciabilità e qualità. E infine, nel corso dell’intervento, sono stati anche identificati due lavoratori privi di contratto. Sono pertanto in corso altri approfondimenti documentali per fare luce su eventuali irregolarità di natura fiscale e contributiva.

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