Venerdì, 14 Maggio 2021
Nardò

“Mercati aperti e ristori agli ambulanti”, richiesta congiunta di Filoni e Mellone

Dopo la manifestazione del 10 aprile nell’area mercatale parte la nuova sollecitazione al Governo con un documento congiunto dei Comuni di Galatone e Nardò a favore degli operatori

GALATONE - Dopo la manifestazione pubblica e dimostrativa dei commercianti ambulanti dello scorso 10 aprile in piazza San Pio, il Comune di Galatone e quello di Nardò hanno inviato una nota congiunta al presidente del Consiglio per ribadire la necessità della riapertura dei mercati settimanali e per sostenere gli operatori del settore.  Da diverso tempo infatti i mercati settimanali sono chiusi e i commercianti ambulanti sono esposti ad una gravissima crisi, che rischia in molti casi di impedire definitivamente la prosecuzione dell’attività.

In più occasioni gli operatori commerciali e le associazioni di categoria hanno palesato come le attività dei mercati settimanali e degli ambulanti, svolgendosi all’aperto e nel rispetto delle norme di distanziamento, possono tranquillamente svolgersi in totale sicurezza.

Come anticipato del corso della manifestazione presso l’area mercatale di Galatone, i sindaci dei due comuni, Flavio Filoni e Pippi Mellone, in chiave sinergica, hanno redatto il documento congiunto che da nuova linfa all’appello rivolto al Governo centrale per sostenere la categoria. Gli e stessi amministratori, così come in quasi tutte le realtà comunali, hanno già messo in atto tutte le misure di aiuto possibili con l’impiego dei fondi comunali ed hanno mantenuto l’apertura dei rispettivi mercati per i generi alimentari e di prima necessità con le opportune cautele sanitarie.

“È giunto il momento di dare un definitivo impulso alla riapertura di tutte le categorie merceologiche dettando idonee misure di prevenzione a mezzo appositi e rigorosi distanziamenti dei clienti e degli stessi esercenti” affermano il sindaco di Galatone, Flavio Filoni e l’assessore alle attività produttive, Maurizio Pinca, “si chiede quindi che il Governo nazionale voglia disporre una riapertura ordinata ed uniforme sul territorio nazionale o quanto meno regionale, oltreché un provvedimento statale di ausilio per la categoria”.

Da più parti si lamenta, infatti, che né nel decreto “Cura Italia” e né nel decreto “Liquidità” si trovi una iniziativa mirata e specifica per sostenere un sistema di 186 mila piccole imprese che fino a pochi mesi fa sviluppava il 2 per cento del Pil, assorbiva i consumi di circa 26 milioni di persone, dava lavoro a circa un milione di addetti diretti ed indiretti, e rappresentava un unicum nel commercio al dettaglio con i numerosi mercati e fiere che si svolgevano ogni giorno nelle grandi città e nei piccoli Comuni d’Italia.

Nel documento congiunto le amministrazioni di Galatone e Nardò hanno chiesto inoltre che nell’emanando provvedimento statale si preveda una indennità specifica fino alla riapertura dei mercati e fiere, l’esonero completo per il 2020 e 2021 dei versamenti Inps, Inail, Iva e dei tributi comunali tosap-cosap e tari con un apposito fondo di compensazione comunale e la proroga al 31 dicembre del 2022 delle concessioni in essere.

“L’invito che rivolgiamo al Governo” aggiungono Filoni e l’assessore Pinca, “è quello di valutare che l’aggressione da parte di forme illegittime di commercio parallelo, rappresentato dal dilagante e spesso incontrollato abusivismo commerciale, la continua proliferazione di grandi e medie strutture di vendita al dettaglio e le conseguenze derivanti dalle avverse condizioni meteo, non solo invernali ma anche del periodo estivo, con fenomeni e perturbazioni in continua crescita, anche numerica, causano enormi perdite economiche quindi si pone la necessità di ricercare e trovare elementi di compensazione che rendano giustizia e parifichino perlomeno la categoria degli ambulanti esercenti l’attività in aree all’aperto ad altre categorie beneficiarie di attenzioni, ma anche di sostegni e di aiuti. Si chiede in proposito che il Governo  si attivi per promuovere il riconoscimento degli ambulanti quale categoria disagiata”.

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