menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Cataldo Motta.

Cataldo Motta.

Per Motta un'altra cittadinanza onoraria: il conferimento a Nardò

Dopo il consiglio comunale, venerdì 21, un incontro pubblico sulla lunga carriera del magistrato che ha colpito duramente la Sacra Corona Unita

NARDO' – Anche Nardò si inserisce nell’elenco dei Comuni salentini che hanno voluto riconoscere a Cataldo Motta la cittadinanza onoraria. Il conferimento è in programma durante il consiglio convocato per domani, venerdì, alle ore 17.

Dal 2008 procuratore della Repubblica di Lecce e capo della Direzione Distrettuale Antimafia, è in pensione dal 1 gennaio del 2017. La sua carriera in magistratura è iniziata nel 1971 e ha sempre esercitato le funzioni di pubblico ministero.

Ha sostenuto l’accusa, e prima ancora ha disvelato il carattere mafioso della criminalità salentina negli anni Ottanta, nel corso del primo grande processo contro la Scu, ottenendo la condanna per quasi tutti gli imputati. Si è occupato di delitti di mafia in provincia di Lecce, ma anche di Taranto e Brindisi dove, nel 2012, ha coordinato le indagini per l’attentato contro la scuola “Morvillo Falcone”.

Al termine dell’assise cittadina, all’interno della villa comunale ci sarà un incontro per ripercorrere il lungo percorso che ha seguito al servizio dello Stato. Interverranno, tra gli altri, il sindaco Pippi Mellone, il procuratore aggiunto presso la Procura di Lecce Elsa Valeria Mignone, il procuratore aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Lecce Guglielmo Cataldi, gli assessori della Regione Puglia Loredana Capone e Salvatore Ruggeri, altri magistrati e rappresentanti delle istituzioni locali e delle forze dell’ordine.

“Cataldo Motta - dice il sindaco Pippi Mellone - ha speso la sua vita e il suo lungo percorso professionale nel contrasto alla criminalità organizzata su questo territorio, rappresentando il baluardo contro la Sacra Corona Unita, la cui insofferenza ha fatto di lui un giudice perennemente “blindato”. La città di Renata Fonte, la prima donna vittima di mafia nel Salento, non può non legarsi per sempre alla figura di un uomo simbolo come lui”.

“C’è il lungo filo della legalità - aggiunge il presidente del Consiglio Andrea Giuranna - che tiene uniti Nardò e Cataldo Motta, il principale artefice della lotta dello Stato alla mafia nel Salento. La nostra città, come ogni altra città di questa provincia, non può non riconoscere a quest’uomo l’egregio lavoro svolto in tutti questi anni a tutela della sicurezza, dell’ordine pubblico e della bontà del tessuto sociale. Un riconoscimento che facciamo anche nel nome di Renata Fonte”.

Motta oggi tiene seminari universitari e corsi di formazione, partecipa a incontri nelle scuole ed è relatore in convegni e conferenze internazionali sui temi relativi alla criminalità organizzata. Ha firmato alcune pubblicazioni sul caporalato e lo sfruttamento sul lavoro e saggi sul rapporto tra mafia e donne e sui collaboratori di giustizia. Motta fa parte del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, è stato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia ed è stato anche relatore al Parlamento Europeo, a Bruxelles, sul rischio di infiltrazione della criminalità organizzata negli Stati dell’Unione.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento