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Lunedì, 15 Agosto 2022
Lo strano caso nelle marine / Nardò

Muretti a secco demoliti per “fissare” ombrelloni: ora scatta la sanzione sulle spiagge

Per frenare l’abitudine di deturpare le caratteristiche recinzioni in muratura nei pressi della costa neretina il sindaco Mellone ha firmato una nuova ordinanza che vieta di utilizzare le pietre in spiaggia. Si rischiano multe sino a 500 euro

NARDO’ - Un fenomeno a quanto pare molto diffuso e che ora sarà anche sanzionato con multe sino a 500 euro. Nelle marine neretine i muretti a secco sono stati demoliti per ricavare pietre utili all’ancoraggio degli ombrelloni in spiaggia, con inevitabili conseguenze per il decoro dei luoghi e la sicurezza dei bagnanti.

L’amministrazione comunale di Nardò ha inteso porre un argine a tale deprecabile “consuetudine” con una nuova ordinanza firmata dal sindaco Pippi Mellone che stabilisce il divieto di utilizzare le pietre, che costituiscono i caratteristici muretti salentini, altre pietre naturali, blocchi di costruzione o simili, anche già presenti sugli arenili, per ancorare o zavorrare ombrelloni, tende o altri arredi da spiaggia.

Sono tantissimi infatti i frequentatori di spiagge e scogliere del litorale neretino che con molta superficialità tendono a “saccheggiare” muretti, costruzioni e terreni nei pressi della costa per ricavarne le pietre utili a questi fini e per abbandonarle, alla fine della giornata, sul litorale.

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Comportamenti ritenuti inqualificabili, che provocano danno ambientale, che arrecano un’offesa al decoro dei tratti costieri e che costituiscono un pericolo per tutti e un ostacolo al libero utilizzo dei tratti sabbiosi anche da parte delle persone con disabilità.

Sovente infatti si tratta di pietre rimosse da muretti a secco, “furnieddhri”, “pagghiare” e “finete” (termini di confine delle proprietà) che inevitabilmente ne restano danneggiati.

Oltre ai danni e ai pericoli, l’amministrazione comunale è poi costretta alla periodica rimozione e alla bonifica dei luoghi, con i conseguenti oneri. Per questo si è reso necessario un provvedimento prescrittivo e sanzionatorio, abbinato alla costante opera di sensibilizzazione verso la tutela dei luoghi, soprattutto quelli più fragili a ridosso del mare. Ai trasgressori del provvedimento, qualora il fatto non costituisca più grave reato, sarà applicata una sanzione fino a 500 euro.

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