Venerdì, 17 Settembre 2021
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Nardò sommersa da acqua e polemiche. Da Falangone e Casili la cura idrogeologica

Dopo l’ondata di pioggia dei giorni scorsi il tema degli allagamenti è diventato argomento di contrapposizione della campagna elettorale. “Sistema idraulico insufficiente. Piste ciclabili e opere pubbliche hanno aggravato il problema”. Critiche anche da Nardò Bene Comune

L'allagamento in via De Gasperi a Nardò

NARDO’ - La città che affonda sotto l’impeto del nubifragio con strade, rotatorie, auto e scantinati letteralmente allagati dopo una precipitazione che con quella intensità non aveva mai colpito così repentina è diventata terreno umido e fertile per la campagna elettorale neretina. Dalla coalizione del centrosinistra dell’asse Pd-M5S e civiche e a sostegno del candidato sindaco Carlo Falangone è arrivato un duro monito per la soluzione immediata dell’emergenza idrogeologica del territorio di Nardò.

Un problema atavico quello degli allagamenti nel centro neretino al quale non hanno dato una soluzione definitiva nemmeno la deviazione del corso del canale Asso o l’implementazione delle caditoie e delle opere idrauliche pur realizzate in questi anni.

“Sono vicino alle famiglie e ai negozianti neretini che nei giorni scorsi hanno subito danni a causa degli allagamenti. Quando accadono questi eventi servono a ben poco gli slogan e i selfie di questi anni. Rimangono i danni, centro urbano e marine allagate e persone con gli stivali e le scope per strada a salvare il salvabile” il commento di Carlo Falangone, “da ormai quattro anni l’amministrazione uscente ha eliminato il Centro di emergenza pubblica, distaccamento di Protezione Civile di Nardò, che negli anni passati garantiva un pronto intervento anche per affrontare situazioni di pericolo”.

“Quasi un anno fa la stessa amministrazione perdeva un’occasione storica per finanziare opere contro il dissesto idrogeologico, per prevenire episodi come quelli di questi mesi. Alla nostra città sarebbero spettati 5 milioni di euro” incalza il candidato sindaco, “e in questi cinque anni, chi vive a Nardò lo sa, sono stati eliminati tante piantumazioni e spazi utili per l’assorbimento delle acque piovane che hanno determinato una trasformazione del territorio che non può che peggiorare il modo in cui la città risponde a determinati fenomeni atmosferici”.

“La buona politica programma e realizza opere che servono alla città e sulla emergenza idrogeologica noi interverremo in maniera decisa e dimensionata” conclude Falangone, “la buona politica pensa a come modificare l’assetto urbano per rispondere ai cambiamenti climatici e non al prossimo mega-manifesto. La buona politica non offende e divide ma risponde con i fatti concreti ai problemi dei cittadini”.

E sulla problematica specifica Falangone può contare sulla visione e l’apporto del vicepresidente del consiglio regionale pentastellato Cristian Casili che nell’ambito della coalizione ha già le idee chiare sulle ragioni che stanno acuendo la permeabilità del territorio neritino.

Falangone Casili-2

“Inutile nascondersi dietro un dito, abbiamo un serio problema di deflusso delle acque in molti Comuni della nostra provincia. Nardó è un esempio che deve far riflettere” ammonisce Casili, “è vero, allagamenti si verificavano anche in passato, ma ora c'è l'aggravante delle piste ciclabili. Infatti mentre prima nel punto più depresso della sezione trasversale a schiena d'asino c'erano le caditoie che in qualche modo drenavano le acque di prima pioggia, oggi nel punto più basso ci sono le piste ciclabili che funzionano come veri e propri canali a cielo aperto che abbattono il tempo di corrivazione delle acque facendole arrivare prima al punto di intercettamento finale, come ad esempio in via XXV Luglio o via De Gasperi”.

“Ma è possibile che nel 2021 non ci si sia preoccupati di dimensionare opportunamente batterie di caditoie nei tratti più sensibili della nostra città?” si chiede il consigliere del M5S, “purtroppo il nubifragio dell’altro giorno a Nardó non sarà un caso isolato e occorrerà farsi il segno della croce ogni qualvolta si prevede un acquazzone più abbondante. Per evitare danni a cose e persone” conclude, “occorrerà in futuro intervenire con poderose opere idrauliche che sarebbe stato più opportuno eseguire prima dei costosi interventi realizzati in città su alcuni tratti stradali che hanno indubbiamente peggiorato il regolare deflusso delle acque”.

Piovono critiche anche da Nbc       

A Nardò ogni pioggia diventa un'emergenza. La fogna bianca non regge un acquazzone. Un dato di fatto sottolineato criticamente anche dalla compagine di Nardò Bene Comune e della candidata sindaca Stefania Ronzino. 

“Il Comune non si preoccupa della manutenzione e della pulizia della rete pluviale né del monitoraggio dei punti critici del centro abitato, nonostante le allerte. Le piste ciclabili scompaiono nascondendo i cordoli che diventano pericolosissimi, il lungomare appena rifatto si trasforma in palude” commenta la Ronzino, “nella Nardò che ci immaginiamo, le opere civili pubbliche primarie torneranno a essere fondamentali: sono quelle che costano tanto e si vedono poco perché non sono fotogeniche, non si prestano agli slogan, ma sono utili e fondamentali per la città”.

“Abbiamo un paese che annega nell'acqua piovana eppure Mellone, in questi cinque anni, non si è preso il disturbo di predisporre un piano di interventi sulla rete di smaltimento delle acque piovane” conclude la candidata di Nbc, “né di partecipare al bando regionale finanziato con fondi europei e rivolto ai Comuni per l'aggiornamento del piano di protezione civile per il rischio idrogeologico e per l'acquisto di attrezzature e strumentazione”.

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