Giovedì, 24 Giugno 2021
Nardò

Operaio disperato tenta di darsi fuoco in Comune. Mellone e M5S chiedono soluzioni

Presa di posizione del consigliere comunale di Andare Oltre e del Movimento Cinque Stelle di Nardò dopo la vicenda di un operaio di 40 anni senza lavoro che ha tentato di darsi fuoco e ha denunciato discriminazioni per il suo orientamento sessuale

NARDO’ – Fa ancora discutere la vicenda accaduta una settimana addietro all’interno delle sale del palazzo municipale di Nardò quando un operaio 40nne, in preda alla disperazione per l’estenuante ricerca di lavoro e le discriminazioni subite per suo orientamento sessuale, ha provato anche a darsi fuoco riversandosi della benzina sul braccio. Il fatto è trapelato solo negli ultimi giorni e racconta di un uomo senza occupazione che si è presentato in Comune per parlare con il sindaco Marcello Risi chiedendo un aiuto e riferendo anche di essere continuamente discriminato nella ricerca di un lavoro perché omosessuale.

In preda alla disperazione l’operario neretino sarebbe tornato in municipio con una bottiglia di benzina e dopo essersi cosparso il braccio con il liquido infiammabile avrebbe tentato di darsi fuoco. Tentativo subito bloccato dall’intervento degli agenti della polizia locale e seguito da un incontro con il primo cittadino. E mentre il sindaco subito dopo il fatto ha cercato di tranquillizzare e di fornire rassicurazioni al giovane per risolvere le sue problematiche lavorative, sulla vicenda sono giunte le note critiche del consigliere della comunità militante Andare Oltre, Giuseppe Mellone e le sollecitazioni all’apertura di un dibattito sulle discriminazioni denunciate dall’operaio da parte del Movimento 5 stelle.

“Al lavoratore che ha tentato di togliersi la vita e alla sua famiglia va la mia solidarietà” dice il consigliere comunale Mellone, “ben 2500 posti di lavoro, tanti ne promise il sindaco Risi nel 2011, in campagna elettorale, ai cittadini-elettori. Oggi la realtà neretina è tutt'altra” accusa Mellone, “fame e disoccupazione diffuse. Se non sei figlio, parente, sodale di qualche politico di maggioranza resti a casa. Niente consulenze, incarichi, bar, cooperative, municipalizzate o aziende pronte ad accoglierti. E c'è chi prova a darsi fuoco nel silenzio generale”. A prendere  posizione anche il meetup del Movimento 5 stelle di Nardò che pungola le istituzioni anche a livello locale per aprire un dibattito sull’approvazione del decreto legge Scalfarotto sulla omotransfobia.   

“La storia dell’operaio neretino che alcuni giorni fa preso dalla disperazione per l’estenuante ricerca di lavoro e le discriminazioni subite per suo orientamento sessuale si da fuoco, ci lascia basiti” commentano i grillino neretini, “nel 2015 e con un forte dibattito nazionale sul riconoscimento delle unioni civili tra persone dello stesso sesso, questa vergognosa vicenda, ci scaraventa in uno stato di cose che ha l’odore salmastro di medioevo. Da sempre sensibili alle battaglie della comunità Lgbt ed essendo promotori della proposta comunale di un registro per le coppie di fatto, avvallata dal consigliere comunale Mellone, dopo anni di solleciti e approvata dal consiglio comunale solo nel 2014, siamo convinti che a causa di questi eventi che colpiscono anche la comunità neretina, occorra un serio dibattito, che sia da rilancio, nella discussione del ddl 1052 sulla omotransfobia a prima firma dell’onorevole Scalfarotto del Pd, tristemente accantonato in Senato in commissione Giustizia. Ci aspettiamo risposte concrete anche dall’amministrazione comunale” concludono i penta stellati, “atte a sensibilizzare sul tema della discriminazione a sfondo sessuale al fine di scongiurare ripetuti avvenimenti di omofobia che vanno solo ad aumentare il numero di casi in cui l’aggravante di omofobia si palesa nella sua più ignobile forma”.

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