Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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Cyber bullismo, la polizia postale nelle scuole per spiegare come difendersi

"Una vita da social" è il progetto itinerante, sviluppato dalla Polizia di Stato che ha l'obiettivo di aiutare gli utenti della rete, ragazzi soprattutto, a navigare in piena sicurezza ed a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online

NARDO’ – “Connettiti con rispetto”. E’ solo uno degli inviti lanciato agli studenti alla polizia postale, il cui ruolo, da vent’anni a questa parte, soprattutto con l’avvento del web, è diventato fondamentale per gli utenti della rete che incappano in raggiri e quant’altro. Sono oltre 100 i paesi che infatti aderiscono alla giornata mondiale della sicurezza in Internet, nata per attirare l’attenzione sull’importanza soprattutto per i più giovani di imparare a difendersi dalle insidie della rete.

Ed ecco che la polizia postale, in collaborazione con il Ministero dell’istruzione e dell’Università e della ricerca aderisce anche quest’anno a “Safer International day” con la presenza in cento capoluoghi di provincia incontrando gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. Così come questa mattina è accaduto a Nardò, nell’Istituto comprensivo terzo polo.

“Una vita da social” è dunque il progetto itinerante, sviluppato dalla Polizia di Stato che ha l’obiettivo di aiutare gli utenti della rete a navigare in piena sicurezza ed a gestire con consapevolezza e controllo i dati condivisi online. Vi è una pagina facebook unavitadasocial nella quale vengono riportate tutte le attività e le impressioni dei giovani studenti.

L’obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi all’adescamento, al cyber bullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all’adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé per gli altri.

“Nel 2013, a livello regionale, sono stati effettuati 4 arresti per pedofilia online, con 13 denunciati per pedopornografia e 15 perquisizioni; 237 sono stati i siti web monitorati e 100 i siti web pedopornografici inseriti in black listi – ha spiegato Letizia La Selva, dirigente del Compartimento polizia postale e delle telecomunicazioni di Bari”.

Nell’ambito del progetto, che durerà per l’intero anno scolastico, in molte scuole della provincia e del capoluogo si sono svolte delle conferenze sul tema ed altre ve ne saranno con la convinzione che prevenzione e formazione sono gli strumenti più efficaci per far si che i giovani imparino a navigare con prudenza in internet e per aiutare, nello stesso tempo, i genitori a conoscere i mezzi a loro disposizione per proteggere i figli dalle insidie del web.

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