Nardò

Presunto ordigno nelle acquee di Santa Caterina. Arrivano divieti e artificieri

Dopo la segnalazione di un gruppo di sub professionisti disposta l’ordinanza della Capitaneria di porto che vieta la balneazione e il transito nel raggio di cento metri dalla costa. Segnaletica e avvisi del Comune e indagini dello Sdai

Santa Caterina (Nardò) – L’avvistamento sul fondale marino risale al pomeriggio di mercoledì da parte di alcuni sub professionisti impegnati in un’immersione a largo di Santa Caterina. E da qui è partita celermente la segnalazione all’autorità marittima del comando di Gallipoli. Un presunto ordigno bellico sarebbe così stato ritrovato nello specchio d’acqua della marina di Santa Caterina di Nardò, a 100 metri circa dalla costa e a 11 metri di profondità poco distante dunque dell’area del porticciolo. Da subito è stato quindi avviato il protocollo per le verifiche e la messa insicurezza della zona, frequentata lungo il tratto costiero, dai bagnati e dalle imbarcazioni.

Con un'apposita ordinanza firmata ieri dal comandante della Capitaneria di porto di Gallipoli, il capitano di fregata Attilio Marita Daconto, sono stati vietati ancoraggio, balneazione, transito, navigazioni e le immersioni subacquee nella zona dove è adagiato il probabile residuo bellico (risalente con molta probabilità alla Seconda Guerra Mondiale) per un raggio di cento metri e ad esclusione dei mezzi navali della guardia costiera e delle forze di polizia. Nell’area interdetta in queste ore sono attese le indagini del competente servizio artificieri dello Sdai, il nucleo sminamento difesa antimezzi insidiosi riveniente da Taranto.

Dando esecuzione alle disposizioni riportate nell’ordinanza l’amministrazione comunale di Nardò con il sindaco Marcello Risi e il consigliere delegato alla sicurezza Salvatore Antonazzo, hanno avviato le procedure per curare l’apposizione di idonea segnaletica. Gli agenti della polizia locale hanno informato della pericolosità e delle disposizioni di divieto anche  i titolari delle concessioni demaniali che hanno quindi ricevuto immediata informazione dell’ordinanza. In caso di conferma della presenza dell’ordigno in mare sarà avviata la delicata fase di disinnesco e di bonifica del fondale.

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