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Lo stabilimento di Santa Maria al Bagno

Lo stabilimento di Santa Maria al Bagno

Processo e assoluzione per il dirigente. Kaikko: “Accordo col Comune, non costituiti in giudizio”

La società titolare dello stabilimento Salsedine di Santa Maria al Bagno chiarisce alcuni aspetti della vicenda giudiziaria

NARDO’ – Nessun ritardo nel rilascio delle concessioni e arriva l’assoluzione nel processo penale per il già dirigente dell’ufficio tecnico comunale e del demanio del Comune di Nardò negli anni 2014 e 2015, Piero Formoso. La vicenda è stata resa nota ieri dopo il pronunciamento giudici del Tribunale di Lecce, che hanno quindi escluso l’esistenza di possibili reati per i presunti ritardi denunciati dall’imprenditore balneare titolare della Kaikko srl, proprietaria dello stabilimento “Salsedine”, e a seguito della comunicazione resa dai legali del funzionario comunale, gli avvocati Antonio Quinto e Michele Bonsegna. Una vicenda alquanto complessa che dopo il responso favorevole alla società da parte della giustizia amministrativa, era stata  sottoposta anche al vaglio della magistratura penale, sul "rimpallo di responsabilità" relativo alla richiesta di autorizzazione all'apertura del lido balneare sulla scogliera nord di Santa Maria a Bagno presentata nel settembre 2014.

Sulla questione in queste ore ha inteso intervenire ancora una volta il legale rappresentante della società Kaikko srl di Nardò che, al netto del giudizio espresso dai giudici, ha inteso rettificare alcune “inesattezze” riportate nella ricostruzione della vicenda anche sotto il profilo processuale. “Il tutto” chiarisce in una nota Vincenzo De Pace, “al solo fine di evidenziare la fedele realtà della vicenda in esame”.   

La società titolare del lido neretino ha precisato infatti che negli anni 2014 e 2015 il Tar Lecce aveva accolto tutti i ricorsi che la Kaikko srl aveva promosso nei confronti del Comune di Nardò per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, delle decisioni prese dal dirigente del settore demanio dell’epoca, Piero Formoso, sulla domanda presentata per il rilascio di una concessione demaniale per realizzare uno stabilimento balneare a Santa Maria al Bagno. “In particolare” scrive la società, “il Tar Lecce, con le ordinanze numero 630 del 12 dicembre 2014, numero 329 del 9 luglio 2015 e numero 470 del 24 setembre2015 e le sentenze numero 1.358 del 23 aprile 2015 e numero 3531 del 18 dicembre 2015, sospendeva l’efficacia ed annullava, dichiarandole illegittime, sia la decisione dell’ingegnere Formoso di sospendere la suddetta domanda di rilascio di concessione demaniale, sia la decisione dello stesso dirigente di ritirare il ‘rende noto’ che aveva già pubblicato per il rilascio della medesima concessione senza domande concorrenti”.

“Di seguito, la Kaikko srl, prendendo atto dell’inerzia del dirigente nel rilasciare la concessione demaniale nonostante l’esito favorevole dei giudizi al Tar” puntualizza ancora De Pace, “era costretta a denunciarlo, ritenendo che fosse incorso nel reato di omissione in atti d’ufficio, nonché ad instaurare un giudizio nei confronti del Comune di Nardò per il risarcimento dei danni subiti. Nel conseguente processo penale, il gip incaricato, Antonia Martalò, accoglieva l’opposizione della Kaikko alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero ed ordinava l’imputazione coatta del dirigente, ritenendo che fosse incorso nel reato di omissione in atti d’ufficio ‘avendo egli rifiutato un atto che a seguito della pronuncia del Tar non trovava più legittimazione nella delibera comunale e dovendo ai sensi dell’art. 17 della legge regionale numero 17/2006 procedere all’istruttoria, non dando nemmeno risposta motivata per il suo ritardo. 

Accadeva che” ricostruisce in conclusione il legale rappresentante della Kaikko, “che con la nota del 5 febbraio 2016 il sindaco all’epoca in carica, Marcello Risi,  invitava la società ad un accordo, in cambio della rinuncia al risarcimento danni che aveva richiesto e della rinuncia alla costituzione di parte civile nel processo penale nei confronti dell’ingegnere Piero Formoso. Pertanto, la Kaikko srl, non essendosi costituita parte civile, non ha avuto la possibilità di partecipare e manifestare le sue ragioni nel processo penale svolto innanzi al giudice dottor Sansonetti”. Nel corso del dibattimento, invece gli avvocati Quinto e Bonsegna erano riusciti a dimostrare che il dirigente non aveva affatto bloccato immotivatamente l’istruttoria delle domande per realizzare nuovi stabilimenti balneari sul litorale, ma aveva adottato un atto specifico il 14 gennaio 2015 dando riscontro alla domanda dell’interessato sulla base di una puntuale direttiva del sindaco Marcello Risi nel frattempo intervenuta, evidenziando che "i suoi contenuti vincolavano la gestione dell'istanza ed incidevano sugli esiti della stessa".

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