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Giovedì, 23 Maggio 2024
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Raccolta del liquido seminale a scuola. Se infertile, congelamento

Da gennaio il Centro di procreazione medicalmente assistita di Nardò raccoglierà il liquido seminale degli studenti che frequentano gli ultimi due anni di alcuni istituti superiori. Sul versante maschile manca del tutto una cultura della prevenzione

NARDO’ – Se per le donne andare dal ginecologo è una questione di ordinaria amministrazione, per gli uomini l’andrologo è una sorta di tabù, almeno fino al momento in cui non si manifestano alcuni problemi che, magari, sono congeniti. Accade anche per l’infertilità, che interessa molte coppie e che appare sempre più legata a fattori ambientali.

Dal mese di gennaio il responsabile del Centro di procreazione medicalmente assistita di Nardò, Antonio Luperto, coordinerà un progetto pilota di monitoraggio del liquido seminale degli studenti che frequentano gli ultimi due anni delle scuole superiori. La notizia è stata diffusa dall’associazione di volontariato Salute Salento che ha intervistato lo specialista.

“Per il momento abbiamo avviato una collaborazione con la dirigente dell’Istituto  ‘Vespucci’ di Gallipoli, Paola Apollonio. Ma anche il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, si è detto disponibile a mettere a disposizione le scuole della città capoluogo”. L’idea dell’esperto andrologo ha preso forma dalla consapevolezza della mancanza di un cultura adeguata alla riproduzione e dalla preoccupazione per la fascia d’età compresa tra i 15 e i 20 anni nella quale insorgono patologie che potrebbero essere risolte per tempo.

“Un varicocele, per esempio, che prima, a 18-20 anni, veniva fuori con la visita militare,  oggi non lo diagnostica nessuno – spiega il medico. E i giovani arrivano da noi a 30-35 anni che sono infertili. Nessuno li ha mai visitati”. Luperto è convinto che i fattori ambientali e alimentari abbiano un ruolo determinante: “Quella spazzatura antonio luperto (2)450-2abbandonata ai bordi delle strade, i materassi  e tutti i rifiuti provocano diossina e interferenti endocrini. Fattori che oggi sono studiati dall’epigenetica, la  scienza che studia l’influenza dell’ambiente. Un ragazzo oggi non mangia carne al testosterone, ma agli estrogeni, agli ormoni femminili. Gli idrocarburi, i gas di scarico che respiriamo, si trasformano in estrogeni; così l’acqua del rubinetto che viene dalle falde dove è andata a finire l’urina delle donne che hanno assunto la pillola”.

Lo scopo del progetto è molto semplice: far sapere ai ragazzi che esiste un centro pubblico in provincia di Lecce al quale rivolgersi: Noi ‘leggiamo’ il campione. Se c’è qualcosa che non va noi lo passiamo all’Istituto di Genetica di Lecce, in collaborazione con il Dream, dove vengono fatte le indagini sul dna. Dall’esame del liquido si capisce se un ragazzo è nato già con qualcosa di genetico alla nascita, se è il territorio e l’ambiente che influiscono negativamente, se ha un varicocele, una prostatite. E quindi possiamo aiutarlo per tempo”. Ma “se rileviamo un varicocele che i ragazzi non sanno di avere proponiamo di congelare il liquido seminale, perché fra 20 anni il ragazzo non avrà più spermatozoi. E quindi  evita il  rischio di ricorrere alla fecondazione eterologa, la riproduzione fatta da un altro individuo”. Necessario, considerata anche l’età del campione interessato dal monitoraggio, il coinvolgimento dei genitori. 

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