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Mercoledì, 24 Aprile 2024
La ricorrenza / Nardò

Il coraggio e l’esempio di Renata Fonte: il ricordo a quarant’anni dall’assassinio

Ricorre l’anniversario dell’uccisione della politica vittima innocente di mafia che si era battuta per la difesa di Portoselvaggio da ogni speculazione: mercoledì cerimonia pubblica per ricordarla

NARDO’ – Il coraggio e l’esempio, la dedizione alla sua terra e l’attenzione alla tutela del paesaggio che le sono costate la vita: ricorrono i quarant’anni dall’assassinio di Renata Fonte, donna, politica del territorio, emblema di chi lotta e non accetta i soprusi, le speculazioni e le illegalità.

La comunità di Nardò ricorrerà questa figura vittima innocente di mafia in una cerimonia che si terrà mercoledì 3 aprile, alle ore 10:30, nel parco di Portoselvaggio che rappresenta idealmente ancora oggi il luogo dell’impegno di Fonte contro ogni abuso. È prevista nell’occasione la partecipazione degli studenti dei tre istituti scolastici comprensivi della città. Sono in programma alcune letture di Marco Alemanno, Pasquale Alfieri e Antonietta Martignano, su una composizione al pianoforte di Antonio Mariano dedicata a Renata Fonte dal titolo Le note di Renata. Interverranno anche il sindaco Pippi Mellone e l’assessore alla Cultura Giulia Puglia.

Sono 40 anni esatti dal 31 marzo 1984, dalla notte in cui l’assessora repubblicana fu uccisa, al termine di una seduta del consiglio comunale cui aveva partecipato, diventando simbolo della lotta per la legalità e dell’impegno e della passione civile e politica. Da quella data a oggi, moltissime istituzioni, università, enti, associazioni hanno intitolato a Renata Fonte monumenti, aule, strade e altri luoghi.

Il suo nome compare in tutte le commemorazioni per le vittime di mafia e nei dibattiti, gli incontri e le rassegne sulla memoria e i sacrifici delle personalità italiane in favore della legalità. Sulla sua vicenda sono stati realizzati libri, film, fiction televisive, opere teatrali e la sua figura è costantemente oggetto di studio e riflessioni a scuola e nelle università. La città di Nardò, tra le altre cose, nel 2017 le ha intitolato l’aula consiliare a Palazzo di Città.

“Renata Fonte – ricorda il sindaco Pippi Mellone - è il modello per chi ha coscienza, sensibilità e coraggio, contro chi assume comportamenti sordidi, contro chi interpreta in modo ‘acrobatico’ la storia e contro chi ha avuto e continua ad avere paura della sua figura. Perché in questi 40 anni Renata Fonte è morta altre volte, ad esempio quando chi governava la città qualche anno fa decise incredibilmente di bocciare la nostra proposta di intitolarle l’aula consiliare, il luogo che l’ha vista battersi sino a pochi minuti prima di morire. Un gesto doveroso che abbiamo orgogliosamente compiuto noi nel 2017”.

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