Sabato, 24 Luglio 2021
Nardò

“Le recoltes de la honte”: sulla tv francese si parla del caporalato nel Salento

La trasmissione d'approfondimento "Cash investigation", in onda su France 2, ha trattato ampiamento dei nuovi "schiavi" impiegati in Puglia per la raccolta di angurie e pomodori, soffermandosi anche sull'inchiesta "Sabr" del Ros e della magistratura leccese che riguarda le campagne neretine

Un fotogramma della trasmissione.

NARDO’ – “Sabr” è il nome che i carabinieri del Raggruppamento operativo speciale di Lecce hanno scelto per ribattezzare un’operazione che ha fatto luce sullo sfruttamento nelle campagne di Nardò di manodopera per la raccolta stagionale delle angurie, una vicenda che andava avanti ormai da anni, con una vera e propria organizzazione alla base per il reclutamento.

E di “Sabr”, ma non solo, s’è parlato anche Oltralpe, nell’inchiesta giornalistica “Le recoltes de la honte” (traduzione: “I raccolti della vergogna”), della trasmissione “Cash investigation”, in onda su France 2.

C’è stato il caporalato, dunque, fenomeno diffuso in tutta la Puglia e non solo in alcune aree del Salento, al centro di un programma d’approfondimento che interessa da vicino anche i francesi e, in linea generale, tutta l’Europa, considerando che i prodotti ortofrutticoli raccolti dagli “schiavi moderni”, spesso costretti a lavorare intere giornate senza un contratto regolare e per una paga misera, finiscono negli scaffali dei più importanti gruppi della grande distribuzione europea.

A rimarcarlo, la Flai Cgil, la cui attività è stata a sua volta fra gli argomenti trattati nel corso della puntata, insieme soprattutto alle indagini della magistratura leccese.

09 mignone lecce trasmissione francese ottobre 2013-2E’ lo stesso sindacato a menzionare come buona parte dell’inchiesta sia incentrata sulla Puglia. Dal minuto 14  iniziano le immagini di Foggia e, dal minuto 21 quelle su Nardò, che vanno avanti fino al minuto 43. L'inchiesta passa poi ad altri territori e prodotti (la trasmissione si può vedere integralmente su Youtube).

Il processo “Sabr” s’è aperto nel gennaio scorso, con la prima udienza, e riguarda le rotte della manodopera africana, che passano da Sicilia e Calabria fino a toccare il Salento. Alla base, un’organizzazione transnazionale con una struttura piramidale che favoreggerebbe l'ingresso di clandestini in Italia, soprattutto tunisini e ghanesi, destinati a essere sfruttati nella raccolta di angurie e di pomodori.

Al vertice, i datori di lavoro salentini, affiancati dai caporali, cassieri e capisquadra. La Regione Puglia e diversi braccianti sono fra le parti civili. In origine, ventidue furono le misure cautelari emesse dal gip di Lecce Carlo Cazzella, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, in particolare del  (quest’ultima compare anche nella trasmissione in onda su France 2). I provvedimenti furono eseguiti nelle province Lecce, Bari, Pisa, Caserta, Reggio Calabria, Palermo, Agrigento, Siracusa e Ragusa. 

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