Nardò

Riorganizzazione uffici a Palazzo Personé, Tar respinge ricorso dei dirigenti

Dichiarate inammissibili le contestazioni di tre dirigenti del Comune di Nardò che avevano impugnato gli atti della giunta Mellone del 2016

NARDO’ - E’ stato uno dei primi atti della nuova amministrazione comunale sotto l’egida del sindaco Pippi Mellone che con due delibere, risalenti al luglio e all’ottobre del 2016, aveva disposto la riorganizzazione degli uffici comunali e della macchina amministrativa di Palazzo Personé strutturata ora in sei aree funzionali. Un provvedimento al quale faceva seguito l’assegnazione da parte del sindaco delle relative deleghe e la rideterminazione delle competenze di tre dirigenti comunali che decidevano di impugnare gli atti con cui la giunta comunale aveva di fatto ridefinito gli uffici comunali. Tali ricorsi sono stati dichiarati inammissibili per difetto di giurisdizione da parte del Tar di Lecce che ha quindi stoppato le contestazioni mosse dai dirigenti Maria Josè Castrignanò, Anna Maria De Benedittis e Piero Formoso. In estrema sintesi i giudici amministrativi hanno ritenuto che i dirigenti non hanno titolo a contestare la riorganizzazione messa in atto dall’amministrazione comunale  e sull’eventuale dimensionamento da loro lamentato nell’ambito del ricorso  avrebbero dovuto rivolgersi al giudice ordinario.

I tre dirigenti infatti avevano da subito  ritenuto lesivi delle loro posizioni gli atti relativi alla rotazione delle competenze e alla nuova macro organizzazione dell’ente comunale e con appositi ricorso avevano chiesto al Tar l’annullamento degli stessi previa sospensione dell’efficacia. Nei giudizi promossi da Piero Formoso e Anna Maria De Benedittis il Comune di Nardò  è stato difeso con l’avvocato Paolo Gaballo, mentre nel giudizio promosso da Maria Josè Castrignanò  si è affidato  oltre al legale Paolo Gaballo anche a Valeria Pellegrino. Innanzi al tribunale amministrativo  i legali del Comune, in via preliminare, hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice interpellato, sostenendo l’inammissibilità dei tre ricorsi per carenza di interesse, giacché i dirigenti, continuando a ricoprire incarichi dirigenziali, non hanno subìto alcuna lesione dalla riorganizzazione dell’ente. Inoltre se si fossero lamentati di un eventuale demansionamento, avrebbero dovuto rivolgersi al giudice ordinario. Nel merito hanno poi evidenziato la correttezza delle delibere impugnate, con le quali l’amministrazione si è limitata a ruotare gli incarichi dirigenziali al solo fine di ottenere una migliore organizzazione del lavoro e accrescere l’efficienza e la funzionalità dei servizi, come peraltro imposto dalla nuova “Legge Madia” e dal recente Piano nazionale anticorruzione.

Questa mattina, i giudici del Tar hanno quindi respinto i tre ricorsi dei dirigenti, dichiarandoli inammissibili per difetto di giurisdizione. Secondo il giudice amministrativo, infatti, i dirigenti non hanno dimostrato nei giudizi di avere un interesse legittimo, giuridicamente rilevante e meritevole di tutela a contestare la riorganizzazione decisa dall’amministrazione comunale. E confermando che in caso di eventuale demansionamento avrebbero dovuto rivolgersi al giudice ordinario. “La rotazione dei dirigenti ha come unico obiettivo il miglioramento dell’efficacia dell’azione amministrativa ed è ormai lo strumento ordinario di organizzazione e utilizzo ottimale delle risorse umane all’interno degli enti” commenta il sindaco Mellone, “è quindi un obbligo di legge, non un capriccio. Gli esiti del giudizio stanno prendendo una piega che conferma le nostre ragioni”. Con il decreto successivo alle delibere della giunta comunale per la definizione della riorganizzazione degli uffici comunali, il sindaco neretino aveva distribuito le attuali deleghe a ogni dirigente, attribuendo, in particolare, a Piero Formoso l’area funzionale 6 (Sportello Unico attività produttive, servizio attività produttive ed agricoltura), a Maria Josè Castrignanò, che nel frattempo si è trasferita al Comune di Roma, l’area funzionale 4 (Programmazione strategica e comunitaria, Servizi Demografici Statistici e Urp) e ad Anna Maria De Benedittis, che nel frattempo è andata in pensione,  l’area funzionale 5 (Servizio Cultura e Spettacolo, Musei, Turismo, Istruzione, Sport e Caccia).

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