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Rischio crollo nella sede delle Poste. Famiglie senza servizi a Boncore

Da alcuni giorni chiuso l'ufficio postale della frazione a causa del pericolo di staticità del solaio. I residenti costretti a recarsi a Nardò o Porto Cesareo. Mellone (Fli) e Maccagnano (Noi x Nardò) interrogano il sindaco Risi

Foto di archivio

 

NARDO’ - E' notizia di pochi giorni addietro che l'ufficio postale della frazione neritina di Boncore è stato improvvisamente chiuso. Il motivo? Il solaio della sede che ospita l’ufficio postale, che da anni necessita di lavori di ristrutturazione, è a rischio crollo. Lo stabile, di proprietà comunale, versa in pessime condizioni e la direzione di Poste italiane ha disposto la chiusura temporanea dello sportello e il blocco dei servizi. La soluzione alternativa per centinaia di famiglie che vivono nella frazione e che hanno necessità di ritirare pensioni, di pagare bollette o rate in scadenza è quella di percorre diversi chilometri per raggiungere la sede centrale di Nardò o gli uffici di Porto Cesareo. Per i residenti un bel grattacapo. E a supporto giunge anche la mobilitazione che parte dai banchi dell’opposizione neritina a firma del neo coordinatore provinciale dei giovani di Futuro e Libertà, Pippi Mellone e del consigliere della civica “Noi x Nardò”, Paolo Maccagnano.  

Dopo la battaglia sul riordino delle rete scolastica, una nuova sollecitazione giunge quindi direttamente a Palazzo di città, sulla questione delle poste di Boncore. Una frazione che anche dopo i recenti incontri del Comitato civico dei residenti e della Pro loco con gli assessori comunali e lo stesso sindaco, Marcello Risi sul Piano di riqualificazione urbana che interessa la località neritina, vuole uscire dal suo isolamento e chiede maggiore attenzione alle istituzioni comunali. Ora sul nodo dell’ufficio postale, l'opposizione di Futuro e Libertà e Noi x Nardò presenterà, nelle prossime ore, un'interrogazione consiliare per chiedere al sindaco di impegnarsi a risolvere la questione stanziando la somma per il rifacimento del solaio, ridando così un servizio essenziale ai cittadini neritini di Boncore, come già fatto in passato per l'ufficio di Poste italiane di Santa Maria al Bagno. 

“Si tratta, nel caso di specie” spiegano congiuntamente i consiglieri Mellone e Maccagnano “di rifare un solaio di 80 metri. Possibile che il Comune, proprietario dell'immobile, già nel mese di febbraio, non abbia i fondi necessari per farlo? I neretini di Boncore da anni si sentono cittadini di serie B, raggirati ad ogni campagna elettorale, con promesse roboanti. L'essere cittadini al pari degli altri passa anche dalle piccole cose. Questa della posta è una battaglia simbolica e proprio per questo importante. Non è possibile fare 25 chilometri per pagare una bolletta o ritirare la pensione! Appena il 23 dicembre scorso” concludono criticamente da Fli e dalla civica Noi x Nardò, “il parolaio Risi convocava una conferenza stampa per spiegare che Boncore non è una frazione lontana e dimenticata, ma un altro centro importante della città di Nardò...Ma ancora una volta soltanto parole, par di capire”.  

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