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Mellone senza rivali a Nardò: a suon di voti ottiene la riconferma. Vantaggio abissale

Sin dagli esordi scrutinio orientato in maniera irreversibile. Il primo cittadino uscente lascia agli avversari uno spazio ridotto. Per il Pd e il M5S un risultato ampiamente deludente

NARDÒ - La riconferma di Pippi Mellone alla carica di sindaco di Nardò, secondo comune della provincia di Lecce per numero di abitanti, era un risultato scontato secondo la stragrande maggioranza degli addetti ai lavori.

Si trattava soltanto di capire quali dimensioni avrebbe avuto la vittoria che però, già dagli esordi dello scrutinio, è parsa abbondante, in alcuna maniera contendibile: resoconti degni di credibilità provenienti dalla sezioni riferivano da subito di una fuga in atto, con circa il 70 percento delle preferenze a un quinto circa delle schede scrutinate. E con una affluenza al 65 percento (circa 21mila i votanti) si delineava già un verdetto solido nelle premesse. Lo prosecuzione delle operazioni elettorali ha confermato e rafforzato la tendenza: con oltre il 50 percento delle schede scrutinate, Mellone era al 73 percento. Alla fine delle operazioni elettorali il risultato si è attestato al 74.08 (con le sue nove liste tre punti sopra).

Mellone ha più che raddoppiato i voti ottenuti nel primo turno della precedente tornata, nel 2016, quanto centrò il 30,09 e poi il 50,28 al ballottaggio, superando per meno di cento voti il sindaco allora uscente, Marcello Risi. Ma questa volta è stata tutta un'altra storia, una specie di passeggiata. Sostenuto da nove liste di profilo più o meno destrorso, Mellone ha trovato nel favore del presidente della Regione, Michele Emiliano, un alleato sostanziale. Questo connubio, che non è cosa degli ultimi mesi, ha sempre indebolito il ruolo di minoranza del centrosinistra sui banchi dell'assise cittadina, ma ha anche complicato la percezione della candidatura di Carlo Falangone, sostenuta da Pd e M5S e tre liste progressiste. Il risultato definitivo di Falangone si è fermato al 15,02 percento (le liste al 13,33 valgono due seggi), quello dei dem al 5,57 e quello del partito presieduto da Conte addirittura all'1,52.

Stefania Ronzino, per Nardò Bene Comune, è stata protagonista di una campagna elettorale coraggiosa ed ha ottenuto un buon risultato personale con il 6.06 percento, ma la lista non è andata oltre il 3,71 percento mancando di poco la conquista di un seggio che sarebbe stata importante in una assemblea cittadina quasi monocolore. Il quarto candidato, Mino Frasca, espressione di un raggruppamento di centrodestra moderato, si è piazzato al quarto e ultimo posto con il 4,84 percento, poco sotto le 4 liste che lo sostenevano,  riuscendo a essere eletto consigliere.

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