Nardò

Quasi 100 migranti sbarcano sulle coste dello Ionio. Fra loro anche 7 bambini

Ancora uno sbarco, nella notte, ha fatto approdare sul litorale salentino un centinaio di migranti di varia origine: siriana, irachena, libanese e palestinese. Sul posto, i volontari della Cri e gli agenti di polizia del commissariato neretino. Rintracciata l'imbarcazione

L'imbracazione utilizzata (Foto di Antonio Quarta)

PORTO SELVAGGIO (Nardò) – Il loro arrivo sulla terra del Tacco, è stato battezzato dalla pioggia e dai tuoni di un temporale che non li ha di certo aiutati. Le prime segnalazioni sono giunte intorno alle 23,30. Una mezzora dopo, i primi rintracci. Diversi gruppi di migranti, per un totale di 89 persone, sono stati fermati nella notte a Santa Maria al Bagno, Santa Caterina e Porto Selvaggio. Sbarcati da poco, i cittadini stranieri sono stati riuniti nelle tre località ioniche, dove sono stati rifocillati e scaldati con coperte e indumenti.

Si tratta di 74 uomini, otto donne e sette bambini, di origini siriani, libanesi, iracheni e palestinesi. Soltanto una ragazza, accompagnata dal padre, ha accusato un malore. Soccorsa dal personale medico, è stata trasportata presso l’ospedale “Sacro Cuore di Gesù”, dove è stata dimessa nel giro di un’ora. Le sue condizioni non si sono, infatti, dimostrate critiche. Al termine delle visite, ha potuto raggiungere nuovamente il gruppo.

Nei pressi dell’Isola dei conigli, a Porto Cesareo, è stata intanto ritrovata l’imbarcazione utilizzata per la traversata lunga circa 17 metri. I militari della capitaneria di porto di Gallipoli l’hanno posta sotto sequestro, dopo un’ispezione effettuata a bordo, nella quale non è stato rinvenuto alcun materiale significativo. Non è dato ancora conoscere la provenienza del mezzo, ma le indagini sono tuttora in corso, soprattutto orientate all’identificazione dei responsabili di questo ennesimo viaggio della speranza.

Sul posto, oltre ai volontari della Croce rossa di Lecce, i sanitari del 118 e anche gli agenti di polizia del commissariato di Nardò, diretto dal vicequestore aggiunto Pantaleo Nicolì. I migranti sono stati fatti salire a bordo di due pullman, e poi accompagnati al centro Don Tonino Bello di Otranto, per le operazioni di identificazione.

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