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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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“Sei il figlio del male assoluto”: condannato il sindaco di Nardò

E’ di 800 euro la pena pecuniaria inflitta a Pippi Mellone nel processo in cui è stato riconosciuto responsabile del reato di diffamazione per le parole rivolte a un consigliere di opposizione durante la seduta del 29 marzo 2019

NARDO' - A pochi giorni dalla conferma alla carica di sindaco del Comune di Nardò, è arrivata la condanna per Pippi Mellone nel processo in cui rispondeva di diffamazione aggravata. Corrisponde a 800 euro, la pena pecuniaria che gli è stata inflitta ieri dal giudice Fabrizio Malagnino, chiamato a decidere sulle dichiarazioni indirizzate a Lorenzo Siciliano, portavoce del Pd, durante il consiglio comunale del 29 marzo del 2019.  

“Pagliaccio, lei è il figlio del male assoluto… lei è il figlio del male… siete colpevoli in questa città, la gente sa cosa siete", affermò Mellone, infuocando la discussione sulla discarica di Castellino, a Palazzo Personè, che fu trasmessa in diretta streaming su youtube.

Nelle motivazioni depositate contestualmente al verdetto, il giudice osserva: “Le risultanze dibattimentali hanno fornito la prova certa della penale responsabilità dell’imputato. In particolare le trascrizioni allegate ai verbali della seduta del consiglio comunale di Nardò, così come il video trasmesso in diretta streaming riportano testualmente gli insulti e le parole oltraggiose proferite verso Lorenzo Siciliano ed esplicitamente riferite ai di lui genitori”.

Furono proprio questi ultimi a presentare la querela che determino l’apertura delle indagini sfociate nel decreto di citazione a giudizio firmato dal pubblico ministero Donatina Buffelli.

La sentenza ha riconosciuto anche il risarcimento del danno nei loro riguardi che erano parte civile al processo (con gli avvocati Francesco Galluccio Mezio e Giuseppe Cozza): 2mila e 300 euro di provvisionale per la madre e altrettanti per il padre Giovanni (ex consigliere provinciale), mentre il resto dovrà essere quantificato e liquidato in separata sede.

Nessun risarcimento invece è stato disposto per il destinatario di quelle affermazioni, per il quale il giudice non accolse la costituzione di parte civile non avendo presentato denuncia.

Mellone, al quale è stato riconosciuto il beneficio della pena sospesa, era difeso dall’avvocato Giuseppe Corleto.

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