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L'iter può proseguire / Nardò

Nuovo palazzetto dello sport di Nardò, respinto il ricorso dei secondi classificati

Per Il Tar di Lecce inammissibile e infondata l'istanza di un raggruppamento di professionisti che riteneva errate le valutazioni espresse dalla commissione, sotto vari profili

LECCE – La seconda sezione del Tar di Lecce (presidente Antonella Mangia; referendario ed estensore Nino Dello Preite; referendario Paolo Fusaro), ha dichiarato inammissibile e infondato il ricorso promosso da un raggruppamento di professionisti per l’annullamento dell’aggiudicazione della gara di progettazione del nuovo palazzetto dello sport di Nardò.

Al tribunale amministrativo regionale si sono rivolti i professionisti ingegner Pierino Profeta, architetto Laura Mola, geologo Pietro Arvizzigno e ingegnere Simona Parisi, secondi classificati nella gara indetta dall’amministrazione comunale di Nardò. Il concorso era stato bandito per individuare, tramite procedura aperta ai sensi dell’articolo 60 del codice degli appalti, la proposta progettuale per la costruzione di un nuovo palazzetto dello sport la cui capienza sarà di 2mila spettatori, struttura quantomai necessaria in una città che vanta una squadra di basket in serie A/2.

La decisione del Comune e il ricorso

Il concorso era strutturato in due fasi: la prima era finalizzata all’acquisizione di proposte ideative; la seconda, alla quale accedevano le migliori cinque proposte ideative, era finalizzata alla predisposizione di progetti di fattibilità tecnica ed economica. La commissione giudicatrice ha svolto le sue valutazioni e il Comune di Nardò ha quindi aggiudicato la gara al raggruppamento avente come capogruppo l’architetto Ubaldo Occhinegro, con l’architetto Marco Stigliano, l’architetto Micaela Pignatelli, lo studio tecnico Rotondo ingegneri associati, l’architetto Vanda Chironna, l’architetto Michela Tota e il geologo Gianluca Fallacara.

Il raggruppamento dei secondi classificati ha promosso ricorso e motivi aggiunti al Tar Lecce per l’annullamento dell’aggiudicazione e delle valutazioni espresse dalla commissione, ritenendole errate sotto vari profili. Il Comune di Nardò si è difeso in giudizio con l’avvocato Paolo Gaballo, il quale ha eccepito l’inammissibilità del ricorso, poiché promosso contro atti endoprocedimentali, e l’infondatezza dei motivi aggiunti, poiché con essi sono state contestate le valutazioni dei progetti e l’attribuzione dei punteggi che attengono a valutazioni tecniche discrezionali di competenza della commissione giudicatrice. Il raggruppamento aggiudicatario, a sua volta, si è difeso con gli avvocati Vincenza De Giglio e Fabrizio Occhinegro.

Le motivazoni del Tar

I giudici leccesi, nelle scorse ore, hanno sciolto le riserve, dichiarando, come detto, il ricorso inammissibile e i motivi aggiunti infondati. “È fondata l’eccezione di inammissibilità del ricorso principale, proposta dalla difesa comunale, essendo impugnati atti di natura endoprocedimentale (verbali di gara), non soggetti ad autonoma impugnazione”, si legge nella sentenza. E, ancora: “La valutazione dei progetti e l’attribuzione dei relativi punteggi - sia con riferimento alla quantificazione dei costi dell’opera, sia con riferimento alle soluzioni progettuali proposte dalla controinteressata - attengono all’ampia discrezionalità tecnica riconosciuta alla commissione giudicatrice, sicché le censure che attengono al merito di siffatte valutazioni si appalesano inammissibili, non ravvisandosi, nella specie, profili di abnormità della scelta tecnica”. 

Il raggruppamento ricorrente è stato anche condannato a pagare le spese di lite, liquidate in 3mila euro totali, oltre accessori di legge, in favore del Comune di Nardò e del controinteressato. E ora, per effetto della decisione del Tar, il Comune di Nardò potrà proseguire l’iter per la realizzazione del tanto atteso nuovo palazzetto dello sport.

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