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Trovato con due chili di datteri di mare. Pescatore di frodo finisce nella “rete”

I militari della squadra nautica della guardia di finanza, assieme al personale dell'Area marina protetta di Porto Cesareo, hanno denunciato un uomo, trovato con gli esemplari proibiti dalla legge. L'episodio a Torre Inserraglio, dove si trova uno degli ecosistemi più delicati del territorio

TORRE INSERRAGLIO (Nardò) – L'estate è finita, la pesca abusiva non ancora. E’ stato un normale controllo lungo il litorale, una settimana addietro, a portare al sequestro di due chilogrammi di datteri di mare che, stando alle severe normative, è vietato pescare. La squadra nautica della guardia di finanza, assieme agli operatori dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, ha eseguito un lungo appostamento sul litorale di Torre Inserraglio, la marina di Nardò, , per poi procedere con l’identificazione di un pescatore di frodo, poi denunciato in stato di libertà.

Gli esemplari sono stati sottratti all’uomo, perché la legge non consente questa pratica. La pesca di datteri è, infatti, considerata tra le più distruttive attività che l’uomo possa esercitare su un ecosistema naturale. E’ la principale causa della desertificazione dei fondali marini tanto che la normativa vigente punisce addirittura con l’arresto la raccolta, la detenzione ed il consumo del prodotto ittico.

I militari della guardia di finanza, pertanto, assieme ai volontari e alle altre forze dell’ordine, proseguiranno con il pattugliamento delle coste, per cercare di contenere questo fenomeno.

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