Nardò

Solidarietà alla sindacalista Ugl di Nardò: "Le minacce non ci fermano"

Ugl riconduce l'incendio dell'auto della sindacalista, al quadro più generale delle intimidazioni subite. Oggi incontro presso la sede di Nardò, con il segretario Ventrella:"Non possiamo consegnare il territorio alla criminalità"

Da sinistra Paola Mita, Giovanni Ventrella, Antonio Verardi

 

NARDO' - Non faranno un passo indietro i sindacalisti Ugl, nonostante le minacce e gli atti intimidatori di cui si sentono vittime da più di un anno a questa parte. L'ultimo, in ordine di tempo, è l'attentato incendiario ai danni dell'auto, una fiat 500, della dirigente della sede sindacale di Nardò, Paola Mita.
 
Sebbene gli inquirenti non abbiano ancora escluso nessuna pista, la solidarietà dei colleghi della segreteria provinciale che riconducono il gesto nel quadro dell'attività sindacale, non si è fatta attendere. E oggi si sono tutti stretti intorno alla sindacalista, per denunciare pubblicamente le ritorsioni che l'Unione generale del lavoro, starebbe subendo, in conseguenza di un'attività "condotta senza guardare in faccia a nessuno e che ha toccato molti nervi scoperti", spiega il numero uno della segreteria leccese, Antonio Verardi.
 
Presso la Camera sindacale di Nardò era presente anche il segretario generale Giovanni Ventrella, pronto ad assumere su di sè la responsabilità delle attività svolte sul territorio da Paola Mita. Per sollevarla dall'incubo delle minacce che si sarebbero manifestate nelle fiamme che hanno avvolto l' auto parcheggiata sotto casa, e la cui vista non ha risparmiato il figlio di tre anni e mezzo.
 
"Un atto vigliacco, ma l'attività di difesa dei diritti dei lavoratori, deve continuare più forte di prima, qui come in Calabria e nel resto del Paese. Troppi sindacalisti di Ugl continuano ad essere vittime di ritorsioni, nel più assoluto silenzio. Ma non per questo possiamo lasciare sguarnito un territorio, consegnandolo nelle mani della criminalità organizzata e degli interessi affaristici", denuncia lo stesso Ventrella che da due anni vive sotto scorta.
 
Sulle minacce subite da Verardi e collaboratori esiste il massimo riserbo giudiziario, e il segretario provinciale preferisce spostare il discorso sull'attività che ha svolto Ugl nell'ultimo periodo, ficcando il naso laddove c'è poco da scherzare: appalti pubblici che procedono unicamente con le proroghe, rifiuti, operai Tecnova, la pressione sulle istituzioni per firmare il protocollo antimafia, l'adozione della Sua, la stazione unica appaltante, la difesa dell'ambiente e il contrasto alla legge regionale che permette "la speculazione dei grandi marchi commerciali".
 
Se clima generale di crisi e disperazione è il terreno fertile per l'azione criminale, anche del singolo, non è con la violenza che si esce dal tunnell. "Piuttosto serve un indirizzo politico che faccia pagare il conto a chi possiede di più – aggiunge Ventrella – perchè non servono eroi, ma un senso civico, del dovere e un senso dello Stato decisamente più alto".
 
La solidarietà raccolta da Ugl è stata trasversale al mondo politico e sindacale , assicurano loro. Ed una conferma viene dalla presenza anche del consigliere regionale Pdl, Saverio Congedo che non si lascia sfuggire l'occasione per segnalare "l'assordante silenzio" che ha caratterizzato il sindaco di Nardò, Marcello Risi: "L'assenza del primo cittadino su un evento così inquietante è quantomeno ingiustificata".
 
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