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Stretta sui camper a Punta dell’Aspide: ordinanza ok, pronti controlli dei vigili

In vigore il divieto di transito e sosta per i veicoli superiori a 2,5 tonnellate sul tratto costiero tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina. Plauso di Federcamping Salento, e ora verifiche mirate anche a Gallipoli

NARDO’ - Tutela della costa, decoro e sicurezza gli obiettivi ipiratori, e ora è tempo di controlli per verificare il rispetto dei divieti  lungo il tratto demaniale di punta dell’Aspide, sul litorale neretino. E’ già in vigore l’ordinanza firmata dal comandante della polizia locale, Cosimo Tarantino, che ha istituito il divieto di transito e sosta nell’area di Punta dell’Aspide (a metà strada tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina), per i veicoli superiori a 2,5 tonnellate, in special modo per camper e roulotte al seguito. Un provvedimento auspicato e sollecitato da tempo e che è stato anche dibattuto sulle piattaforme social con post di denuncia “sull’assembramento” dei mezzi, posteggiati fronte mare, sulla scogliera.

Una postazione ambita quella dell’area costiera di punta dell’Aspide per i camperisti e gli amanti del campeggio libero, tanto che la località era spesso e volentieri anche “reclamizzata” sui siti specifici dedicati ai camperisti con indicazioni invitanti: “Ampio parcheggio sterrato su una penisola sul mare senza alcun segnale di divieto”. Ora però con l’iniziativa dell’amministrazione comunale i divieti sono arrivati a tutela di quella caratteristica zona costiera.        

Dal comando di via Crispi garantiscono che gli agenti della polizia locale vigileranno sul rispetto puntuale del divieto. Una scelta mirata soprattutto a scongiurare l’utilizzo improprio (come purtroppo avviene da sempre) della Punta dell’Aspide come area sosta per i camper, anche nelle ore notturne. Un autentico pugno nell’occhio per il decoro della litoranea e quindi del paesaggio e anche un rischio per le evidenze archeologiche riconducibili all'età del Bronzo presenti sulla penisola.

“La polizia locale assicurerà il rispetto dell’ordinanza con un servizio mirato” assicura anche il neo assessore alla polizia municipale, Nadia Manieri, “visto che l’esperienza insegna che la semplice istituzione dei divieti, qui come altrove, non è sufficiente. Su questa questione sono convinta che serva uno scatto di maturità e di coscienza civica: l’Aspide è un’area preziosa e fragile e la sua tutela in questo momento è la priorità”. La decisione assunta dal Comune neretino ha incontrato già il favore di residenti e villeggianti, ma anche e soprattutto della Federcamping salentina.

“I camper e altri mezzi pesanti” sottolinea l’assessore all’Ambiente, Mino Natalizio, “non possono stare sull’area della punta dell’Aspide, perché la loro presenza è incompatibile con le esigenze di tutela. Alla base c’è attenzione al contesto ambientale, al decoro e anche alla sicurezza. Una decisione, peraltro, ormai inevitabile anche alla luce dell’intervento di riqualificazione in corso su tutto il lungomare”.

Il tema dei campeggi abusivi e della sosta arbitraria di camper e roulotte nelle zone cittadine non autorizzate e lungo le coste salentine si riaffaccia come ogni anno. E oltre il litorale neretino, tocca anche la vicina Gallipoli dove è tornata come ogni anni in vigore l’analoga ordinanza antibivacco e  anti campeggio abusivo, ma gli operatori turistici invocano maggiori controlli sul rispetto dei divieti in vigore e spesso violati o non presi in considerazione dai vacanzieri all’aria aperta.

In relazione al provvedimento varato dal Comune di Nardò intanto la presidente della Faita Salento (Federazione delle associazioni dei complessi turistici all’aria aperta), Erminia Licchelli, ha inviato una lettera di apprezzamento al sindaco Pippi Mellone, in merito all’iniziativa di contrasto all’esercizio del campeggio abusivo. “Ci auguriamo che la sua ordinanza” scrive in un passaggio della sua missiva la presidente di Faita Salento, “ed in particolare l’impegno assunto affinché la stessa sia rispettata nel tempo grazie all’impegno della polizia locale, rappresenti un modello da adottare su tutto il territorio provinciale”.

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