Nardò

Abbattuti sette ulivi secolari: ma il terreno era stato confiscato al padre dalla Dia

Un 25enne, sorpreso dai carabinieri insieme ad un'altra persona in località "Arene", si è giustificato dicendo che il terreno apparteneva al padre. Ma nel 2013 quel lotto, ed altri beni per 700mila euro, era stato oggetto di un maxi sequestro

Una foto con alcuni degli ulivi abbattuti.

NARDO’ – Gli ulivi secolari, e tutto quell’appezzamento di terreno, appartengono allo Stato e non più della sua famiglia. Nel marzo del 2013, infatti, con un provvedimento ufficiale, la Direzione investigativa antimafia aveva confiscato quel lotto di terreno sul quale sono stati sorpresi dai carabinieri, ieri pomeriggio, Giampiero Russo, 25 anni, e Gianluca De Bitonti, di 39, entrambi neretini: i due erano intenti nel taglio, alla base, di sette ulivi secolari.

I militari, impegnati in un’ordinaria perlustrazione del territorio, si sono accorti transitando in una strada poderale in località “Arene” di un’Alfa 166 parcheggiata in curva, e poco lontano, dei due uomini all’opera. Il più giovane, prima ancora che i carabinieri glielo avessero domandato, si è giustificato dicendo di essere il figlio del proprietario. E’ bastata una verifica in tempo reale tramite la banca dati a disposizione delle forze di polizia per scoprire che quel terreno, insieme ad altri beni, era stato confiscato dalla Dia con provvedimento definitivo.

Il padre del giovane, infatti, Francesco Russo, di 61 anni ha a proprio carico condanne per rapina, tentata estorsione, sequestro di persona e porto illegale di armi. Un personaggio di spessore criminale, secondo gli inquirenti. Nell’aprile del 2013 il capo sezione della Dia di Lecce, Leonzio Ferretti, tenne una conferenza stampa per illustrare i dettagli del sequestro che comprendeva una villa su tre piani, auto locali commerciali, terreni e conti correnti bancari per un valore complessivo di circa 700mila euro. Su disposizione del magistrato di turno, Maria Vallefuoco, Russo e De Bitonti sono stati dichiarati in stato di arresto e poi rilasciati. 

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