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Uno scorcio della costa neretina

Uno scorcio della costa neretina

Piano coste, per il Tar concessioni ai lidi senza i bandi del Comune

La decisione del tribunale amministrativo ha sbloccato definitivamente la procedura seguita dall'amministrazione neretina sul piano delle coste e sulle pratiche di concessioni demaniali. Nella mattinata, la prima sezione penale ha accolto il ricorso di una società, sospendendo la delibera comunale

LECCE - Il Comune di Nardò non può bloccare l’istruttoria delle domande per realizzare stabilimenti balneari tramite concessioni demaniali affidate con i bandi. Lo ha ribadito il Tar di Lecce, il quale ha stabilito che le gare, annunciate da mesi dall’amministrazione comunale, e in base alle quale sono state bocciate tutte le pratiche, non sono previste da alcuna norma vigente. Da diversi mesi, numerosi imprenditori hanno presentato richieste di concessioni demaniali per realizzare stabilimenti lungo la costa del comune neretino, da tempo priva di tali strutture. L’amministrazione, però, non è ancora riuscita a dotarsi del Piano comunale delle coste, che dovrebbe individuare i siti idonei.

Il dirigente del settore urbanistica, quindi, avrebbe dovuto istruire le domande degli interessati. Ma, lo scorso mese di ottobre, la giunta comunale ha sospeso quelle le domande, stabilendo che le concessioni demaniali sarebbe state assegnate con dei bandi pubblici. Nel mese di dicembre, il Tar ha sospeso l’efficacia della libera comunale sul ricorso presentato dalla Kaikko srl, fissando la causa per marzo. Dal momento che l’amministrazione neretina ha insistito nella sua decisione di sospendere le domande in attesa dei bandi che avrebbe pubblicato in seguito, una delle società interessate ha presentato un nuovo ricorso al tribunale amministrativo.

La ditta, rappresentata dall’avvocato Paolo Gaballo, ha chiesto la sospensione della delibera che, a suo dire, rinviando il rilascio della concessione ai bandi, pregiudicherebbe l’interesse economico ad investire nel territorio.  Nel ricorso, in particolare, il legale ha evidenziato che il Comune si sarebbe avvalso di un potere di sospensione delle pratiche demaniali che non era previsto dalla legge regionale. E che, invece, consente il rilascio di concessioni anche in assenza del Piano comunale delle coste.

Con ordinanza pubblicata questa mattina, la prima sezione del Tribunale amministrativo leccese ha accolto l’istanza cautelare avanzata dalla società. Accogliendo la tesi del legale della ditta, il Tar ha stabilito che: “Il Comune non può sospendere le domande in attesa di bandi che non sono previsti da alcuna norma ed è, invece, tenuto a procedere alla pubblicazione e all’istruttoria delle domande in base al piano regionale delle coste: “nessuna norma vigente giustifica la decisione del Comune di sospendere tutte le pratiche volte al rilascio delle concessioni demaniali fino all’approvazione di bandi per l’attribuzione delle stesse, ben potendo il Comune attivare procedure comparative tra gli aspiranti al rilascio della concessione demaniale mediante la mera pubblicazione delle istanze via via prevenutegli e decidere sulle stesse in base al piano regionale delle coste”

                                                                  

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