Giovedì, 17 Giugno 2021
Nardò

“Testa rotta per aver difeso un cane”. Denuncia e botta e risposta con i vigili

Nove punti per un 26enne in vacanza che lamenta il mancato intervento della polizia locale. Dal comando: “Nessun maltrattamento”

NARDO’ -  La sua denuncia è partita sul web ed è subito diventata virale. Ma ora sulla vicenda è necessario fare piena chiarezza anche perché le versioni sono alquanto divergenti. Tutto parte dalla storia raccontata, con un post su facebook, da Giacinto Damiano, un giovane di 26 anni, in vacanza in questi giorni nelle marine di Nardò. Secondo il suo dettagliato racconto il giovane riporta “di aver visto un cane chiuso in un recinto, sotto il sole, e anche tra le feci”. Per questo ha deciso di chiamare la polizia locale per un intervento, ma senza esito. Da qui il tentativo di sensibilizzare il proprietario dell'animale, che gestisce un supermercato poco distante, il quale gli avrebbe promesso di sistemare subito la situazione.

Il 26enne, stando sempre al suo racconto contenuto anche nella successiva denuncia alle forze dell’ordine, è poi ritornato il giorno successivo, vedendo però che il cane si trovava sempre nelle stesse condizioni. E’ partita allora una nuova chiamata alla polizia locale. Secondo Giacinto Damiano “è stata sempre la stessa operatrice a rispondere”, ma anche in questo caso non sembra esserci stato nessun invio di agenti o pattuglie in zona. Il giovane racconta allora di essere tornato nuovamente a parlare con il proprietario del cane il quale per tutta risposta gli avrebbe lanciato addosso delle bottiglie di vetro, colpendolo e procurandogli delle lesioni in testa, con nove punti di sutura. Dopo l’episodio il 26enne ha presentato denuncia e ha ricevuto la telefonata di Enrico Rizzi, presidente nazionale del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali onlus, che oltre ad esprimergli "la massima vicinanza e solidarietà", ha annunciato la volontà di presentare una denuncia contro la polizia locale e in tal senso ha anche rivolto un invito per un intervento del sindaco Pippi Mellone.

Nucleo tutela animali: "Denunceremo la polizia locale”

"Ho chiesto al coraggioso Giacinto di trasmettermi copia della denuncia da lui già presentata in quanto anche io denuncerò personalmente l'uomo per maltrattamento di animali, nonchè la polizia municipale per l'evidente e grave omissione da loro compiuta” ha dichiarato Enrico Rizzi, “se fossero intervenuti subito, magari oggi il giovane non si sarebbe trovato con la testa spaccata. Ho pertanto garantito a Giacinto che metterò in campo tutte le azioni legali necessarie per portare quella vigilessa in tribunale, ma nel frattempo invito il sindaco di Nardò, Giuseppe Mellone, a sanzionare personalmente l'operatrice di polizia coinvolta”  

La replica "Nessun segno di maltrattamento”

“In relazione al caso di un presunto maltrattamento di un cane in località Posto di Blocco e alla relativa “denuncia” su facebook del giovane poi coinvolto in una rissa, il corpo di polizia locale di Nardò, guidato dal tenente colonnello Cosimo Tarantino, ha reso nota la propria ricostruzione dei fatti che riguardano la vicenda. “Esiste agli atti del corpo una prima segnalazione di circa quindici giorni fa da parte di un cittadino e relativa alle condizioni di custodia del cane che ha originato un primo sopralluogo da parte della polizia locale, che tuttavia non ha trovato l’animale nel luogo oggetto della segnalazione stessa" si legge in una nota del Comune, “nonostante questo, gli agenti hanno a loro volta trasmesso la segnalazione alle guardie zoofile dell’associazione Agriambiente Onlus, competenti per il territorio comunale, che sono intervenute più volte senza trovare il cane sino a domenica 24 giugno.

Stavolta riscontrando la presenza dell’animale, ma nessun segno di cattiva custodia o maltrattamento e quindi gli estremi per un approfondimento o per un sequestro preventivo, come da prassi. Peraltro, è risultata regolare l’iscrizione del cane nell’anagrafe canina. La relazione relativa a questo sopralluogo e i riscontri della successiva verifica amministrativa sono anch’essi agli atti del corpo di polizia locale. Nelle giornate del 28 e 29 giugno sono effettivamente giunte al comando le telefonate della persona coinvolta nell’episodio, che non si è mai qualificata all’agente che ha raccolto le telefonate e che non ha dato seguito all’invito di recarsi al comando di via Crispi a formalizzare la denuncia".

"Nella giornata di oggi, peraltro, il comandante Cosimo Tarantino ha formalmente chiesto una verifica anche da parte del competente dipartimento di prevenzione della Asl Lecce. A fronte della situazione descritta e dei gravi giudizi espressi su facebook dal protagonista di questa vicenda, il corpo di polizia locale si riserva di verificare gli estremi di una denuncia nei suoi confronti a tutela del nome e della onorabilità del Corpo e di ognuno dei suoi componenti”.

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