Nardò

Tornano a casa e trovano serpente di quasi un metro e mezzo in cucina

Il curioso "incontro ravvicinato" a Nardò, in una villetta. Una coppia ha trovato il rettile dietro la porta ed ha chiamato la polizia locale, che ha avvisato le guardie zoofile di Aeop, i quali l'hanno recuperato. E' un comune cervone, piuttosto lungo, ma assolutamente inoffensivo

NARDO’ – Tornare a casa e ritrovarsi di fronte un serpente di circa un metro e mezzo di lunghezza in cucina non è una di quelle sorprese che piacciono ai più, specialmente alle signore.

Il curioso (e per chi non ama i rettili, raccapricciante) incontro è capitato a una coppia che abita alla periferia di Nardò. Il marito ha dovuto chiamare qualcuno che potesse prendere di peso quel “cobra” e portarlo in qualche zona più consona alle sue abitudini. Anche perché la moglie sembra che non volesse saperne di mettere più piede in casa.  

Ovviamente, non è di un vero cobra che si sta parlando, ma di un molto più comune (e assolutamente inoffensivo) cervone, ampiamente diffuso nel Meridione e che nel Salento è conosciuto anche come secara. E’, di fatto, il più lungo serpente italiano ed è pure circondato da credenze popolari che gi hanno fatto guadagnare in varie regioni nomignoli diversi, fra cui quello di pasturavacche, perché si riteneva attirato dal latte delle mucche.

(Video: il serpente torna in libertà)

In realtà, spiegano gli esperti, quando inizia il caldo i cervoni vanno in cerca di luoghi freschi e di acqua. Un po’ come tutte le specie viventi, si potrebbe dire. E cosa c’è di meglio di una cucina, avrà pensato l’amico strisciante, per un po’ di frescura e abbeverarsi? Avrà trovato la porta aperta, dopo essersi infilato in giardino, e sarà entrato senza bussare. Non per maleducazione, ovviamente: ma come fare se Madre Natura non ti ha dotato di arti?

Avvisati gli agenti di polizia locale, questi hanno subito affidato il caso alle guardie zoofile Aeop di Nardò, al comando di Antonio Russo, che si sono recate nella zona, nei pressi di un centro commerciale che sorge lungo la strada per Gallipoli, con tutta l’attrezzatura per il recupero. Il rettile è stato così catturato e subito dopo rilasciato in aperta campagna. Dovrà ricominciare da lì le sue ricerche di un posto all’ombra e di acqua.

Scherzi a parte, questa volta è andata bene, perché non sempre gli ignari animali si ritrovano davanti persone dotate della pazienza e della sensibilità di avvisare qualche esperto, con il rischio di fare una brutta fine. Come già non bastassero antropizzazione e cemento, che stanno strappando ovunque interi habitat alle più svariate specie. 

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