Martedì, 15 Giugno 2021
Nardò

Giovane trovato morto in cella, notificati 14 avvisi di garanzia

Sarà eseguita domani l'autopsia sul corpo di Gregorio Durante, il 34enne di Nardò deceduto la mattina del 31 dicembre in una delle celle dell'istituto penitenziario di Trani. L'incarico sarà affidato al medico legale Solarino

LECCE – Sarà eseguita domani l’autopsia sul corpo di Gregorio Durante, il 34enne originario di Nardò deceduto la mattina del 31 dicembre in una delle celle dell'istituto penitenziario di Trani. Il conferimento dell’incarico al medico legale, Biagio Solarino, previsto per questa mattina, è slittato a domani. Un rinvio dettato dalla necessità di consentire al sostituto procuratore titolare delle indagini, Luigi Scimè, di identificare e notificare gli avvisi di garanzia agli indagati. In tutto sono 14 le persone indagate tra il personale sanitario in servizio nel penitenziario nel periodo in cui è stato recluso l'uomo, il direttore dell'istituto e medici del reparto di Psichiatria dell'ospedale di Bisceglie dove il 34enne fu ricoverato e poi dimesso il 13 dicembre. Si tratta, comunque, di un atto dovuto, per consentire loro di nominare un consulente di parte. La famiglia di Durante, assistita dall’avvocato Francesco Fasano, nominerà come consulenti il dottor Vincenzo Garzya e il neurologo Luigi Specchio, docente dell’Università di Perugia che aveva in cura il 34enne.

A dare avvio all’inchiesta è stata proprio denuncia presentata dai familiari di Durante. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo. I parenti del detenuto da tempo avevano chiesto la scarcerazione di Durante per incompatibilità con il regime carcerario in seguito ai postumi di encefalite virale che l'aveva colpito in passato. Secondo il legale in due occasioni, il 4 e il 30 dicembre, erano state presentate due istanze per il trasferimento in una struttura ospedaliera. Era stato lo stesso professor Specchio, lo scorso 27 dicembre, a certificare l’incompatibilità con il regime carcerario del 34enne.

Le condizioni di salute dell'uomo, secondo i familiari, sarebbero ulteriormente peggiorate per una punizione. Il detenuto sarebbe stato costretto a rimanere tre giorni in isolamento diurno - affermano i familiari - perché era stato accusato di aver “simulato una malattia”. “Me lo hanno ucciso – ha dichiarato la madre, Ornella - me lo hanno fatto morire in cella da solo come un cane. Quando siamo andati a trovarlo a Natale era su una sedia a rotelle, aveva gli occhi chiusi, non parlava e si faceva persino la pipì addosso, aveva ai polsi persino i segni delle corde con le quali veniva legato al letto e mi dicevamo invece che stava simulando".

La madre del ragazzo si dice convinta del fatto che il proprio figlio sia stato abbandonato in condizioni che ne hanno leso la dignità e l'incolumità fisica. Avrebbe inoltre dichiarato di aver scorto, in più occasioni, persino i segni sui polsi del figlio, che la donna è convinta abbiano legato più volte al letto, all'interno della cella. L'uomo deceduto, già condannato per reati inerenti all'associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti (era stato coinvolto nell’operazione "Villa neretina"), era il figlio di Pippi Durante (attualmente recluso nel carcere di Sulmona), condannato all'ergastolo come escutore dell'omicidio che costò la vita a Renata Fonte, il 31 marzo del 1984. Gregorio Durante si trovava in carcere dal 2009 per violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale, lesioni e violenza privata.

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