Nardò

Vita dura per gli sporcaccioni: foto-trappole inchiodano chi abbandona rifiuti

Da circa tre mesi il sindaco Risi ha inasprito le pene pecuniarie per chi getta rifiuti in modo incontrollato. E grazie al nuovo sistema undici trasgressori sono stati inequivocabilmente immortalati e sanzionati. Sono videocamere nascoste in particolari punti, dove il fenomeno è più presente

NARDO’ – Sorridi, sei sulla foto-trappola. Gli sporcaccioni non hanno più vita facile a Nardò. A tre mesi circa da un’ordinanza firmata dal sindaco Marcello Risi, che ha inasprito le pene pecuniarie (possono oltrepassare anche i 500 euro, per chi abbandona i rifiuti, fenomeno tipico nelle aree di campagna (ma non solo), arrivano le prime sanzioni. Undici sono le violazioni accertate per il momento, tramite un dispositivo installato in punti strategici. Le foto-trappole, appunto.

Adeguatamente nascoste, con una risoluzione di 12 megapixel, immortalano chiunque abbia preso le vie della città o certe stradine sterrate in zone rurali per discariche personali dove accatastare di tutto, dal televisore sfasciato al divano sfondato, dai laterizi provenienti da demolizioni alle batterie usate.

E’ stata la polizia locale, insieme all’ufficio ambiente, a individuare i punti più soggetti all’abbandono incontrollato, specie quelli a ridosso di cassonetti. E qui le foto-trappole mobili hanno fatto il loro dovere fino in fondo, fotografando e filmando gli sporcaccioni all’opera. Un sistema che permette di svolgere un lavoro efficace, che viceversa sarebbe fattibile sono con lunghi appostamenti, magari senza risultati per intere giornate.

Le prove raccolte dalla polizia locale, dicono dal Comune, sono schiaccianti: autoveicoli, targhe e altri dettagli hanno permesso d’inchiodare i trasgressori alle proprie responsabilità in maniera inequivocabile. “Abbiamo il dovere di contrastare con ogni mezzo l’abbandono incontrollato di rifiuti”, ha dichiarato il sindaco Risi.

“Gli strumenti a disposizione della nostra polizia locale ci consentono, finalmente, di ottenere i risultati perseguiti. L’attività di controllo – conclude - prosegue 24 ore su 24 su tutto il territorio comunale, comprese le località più distanti dal centro urbano, ai confini con gli altri comuni”. E così, la tecnologia agevola il lavoro e raccoglie prove senza necessità di distogliere personale da altre mansioni.

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