Mercoledì, 28 Luglio 2021
Otranto

A cinquecento anni dalla morte, i Martiri di Otranto santi il 12 maggio

Ufficializzata nella mattinata, durante il concistoro, la data per la canonizzazione dei beati idruntini uccisi per mano turca, durante il sacco della città del 1480: numerose le tappe che hanno condotto all'atteso evento

OTRANTO - I Beati Martiri Antonio Primaldo e compagni saranno dichiarati santi nel corso di una cerimonia solenne il 12 maggio prossimo. E da un nuovo papa, visto l'inatteso annuncio di Benedetto XVI che, dal 28 febbraio, lascerà vacante la Cattedra di Pietro. In un giorno storico per la Chiesa e di riflesso per il mondo, si unisce un evento atteso dalla comunità e dall'arcidiocesi di Otranto. 

Dopo l'incontro del 20 dicembre scorso tra il pontefice e il prefetto della Congregazione per le cause dei Santi, il cardinale Angelo Amato, conclusosi con la formale approvazione del decreto "sub miro", ossia l'atto che riconosceva l'avvenuto miracolo per intercessione dei martiri idruntini, e dopo secoli di attesa, c'è finalmente la data della canonizzazione.

La storia degli Ottocento uomini otrantini è nota: decapitati nel sacco turco, dalle truppe di Gedik Acmed Pasha, per aver non aver rinnegato la fede in Cristo ed avere salva la vita. Nel racconto del martirio, poi, si fa spazio la storia del cimatore di panni Antonio Primaldo, che guida gli ottocento nella scelta coraggiosa e il cui corpo senza testa resta in piedi fino all'ultima decapitazione dei concittadini, tanto da indurre uno dei carnefici alla conversione (tal Berlabei, poi impalato).

Dalla liberazione di Otranto, la comunità locale li ha venerati come martiri e santi. Il primo processo canonico è iniziato nel 1539, terminando il 14 dicembre 1771, con la proclamazione da parte papa Clemente XIV degli ottocento a "beati". Il processo è stato recentemente riaperto, confermando le conclusioni del precedente. Benedetto XVI, il 6 luglio 2007, ha emanato un decreto in cui ha riconosciuto il martirio di Primaldo e dei suoi concittadini, uccisi "in odium fidei".

Il resto è storia recente, con il riconoscimento del miracolo avvenuto nel corpo di una clarissa per intercessione dei Beati, suor Francesca Levote, monaca professa delle Sorelle povere di Santa Chiara, colpita da una grave forma tumorale e prodigiosamente guarita, nel 1980, durante una "peregrinatio" dell'urna dei Martiri nella diocesi.

I commenti

"Contestualmente alla lieta notizia della canonizzazione dei nostri Martiri, abbiamo conosciuto oggi anche la decisione del Papa di rimettere le dimissioni dal proprio mandato - dichiara il sindaco Luciano Cariddi -. Un annuncio che ovviamente addolora noi tutti per l'affetto che ci lega al Santo Padre e per la stima e la gratitudine sempre avute nei suoi confronti.

D'altro canto riscontriamo una grande scelta di responsabilità che può essere propria solo di una personalità spiccata che abbiamo sempre riconosciuto nel Papa Benedetto XVI, avendo percepito che le difficoltà fisiche dell'essere umano non possono compromettere l'alta missione che il successore di Pietro ha per l'umanità e per la sua Chiesa. Sicuramente Benedetto XVI lascerà un vuoto che solo la preghiera saprà colmare, la stessa preghiera che saprà affidare la Chiesa ad un successore altrettanto capace", conclude il primo cittadino".

"A rendere ancora più storica la giornata dell’annuncio del ritiro del Santo Padre Benedetto XVI giunge la data ufficiale della canonizzazione degli 800 otrantini, martiri della fede nel 1480" - spiega l'europarlamentare, Raffaele Baldassarre. "Tutta la Puglia - aggiunge . festeggia questa occasione di grande spiritualità che consente di venerare gli 800 martiri di Otranto fra i santi della Chiesa. Grazie anche di questo a Papa Benedetto".

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