Otranto

Amministrative, conto alla rovescia. Ma senza sostanziali novità

Ad Otranto, nonostante manchino sei mesi alle elezioni, i giochi sembrerebbero già tutti fatti. Eppure nessuno si espone più di tanto: un eccesso tattico o qualche incertezza latente? L'anomalia del "cotto" e "mangiato"

Interno Palazzo Melorio

OTRANTO – Il conto alla rovescia verso le amministrative della prossima primavera per il rinnovo del consiglio comunale è praticamente iniziato, anche se, ad Otranto, in molti non se ne sono accorti: la corsa per la poltrona di sindaco a Palazzo Melorio, come già chiarito, nei mesi scorsi, sembra profilarsi come un clamoroso remake della sfida del 2007, sia nelle candidature a primi cittadini sia nei temi che caratterizzeranno la campagna elettorale 2012. E, per certi aspetti, come sta accadendo a livello nazionale, il governo Monti sembra aver fatto un “favore” anche agli schieramenti in campo alle amministrative otrantine: se, infatti, si fosse ricorsi anzitempo alle elezioni, probabilmente un po’ tutti si sarebbero trovati impreparati all’appuntamento; ora, invece, c’è ancora la possibilità di guadagnare mesi utili alla definizione dei programmi e delle alleanze. O almeno così dovrebbe essere sulla carta.

In realtà, Otranto, a dispetto delle altre grosse realtà coinvolte nel voto di primavera, conosce già i candidati e i temi su cui si confronteranno, eppure l’anomalia più evidente consiste proprio in una campagna elettorale che sembra giocarsi in un attendismo poco chiaro. Un’anomalia da “cotto” e mangiato”, che, invece, di semplificare il dibattito, lo sta complicando.

CIMG0525-2Sul versante del Pdl, dopo lunghe discussioni, si è approdati alla riconferma di Corrado Sammarruco come capolista, eppure manca ancora l’ufficializzazione (che forse arriverà il 4 dicembre): sui muri della città, sono apparsi dei manifesti a firma di Alleanza per Otranto, su cui campeggia il possibile slogan della campagna elettorale del capogruppo consiliare “Non si cammina più da soli”; e con un gruppo sui social network che ne promuove l’elezione a sindaco, che ribadisce la scelta di fatto compiuta da un paio di mesi, bisognerebbe solo enucleare la base su cui impostare l’alternativa amministrativa da proporre alla città. Non si comprende, invece, il perché di tanto attendismo.

In casa della maggioranza, da tempo non ci sono dubbi sul candidato, in quanto il sindaco, Luciano Cariddi, si riproporrà per tentare la riconferma a Palazzo Melorio. Restavano, però, dubbi sulla riconferma dell’intera compagine che oggi sostiene il primo cittadino e sugli eventuali cambi eventuali dentro la nuova lista a ranghi ridotti. Non si comprende se sarà ripresentata la stessa squadra di governo, che ha amministrato in questi anni, o se ci saranno dei correttivi, come peraltro richiesto dalle forze centriste che appoggiano Cariddi e che non sembrano promuovere a pieno alcuni componenti della giunta. E su quali basi accordare la riconferma ad un assessore, piuttosto che a un altro.

Su veti, bocciature o possibili passi indietro di chi (da una parte e dell’altra) ha già sulle spalle un numero considerevole di legislature, niente è dato sapere. Così come non è chiaro il giudizio che quanti hanno sostenuto “Otranto Domani” danno dell’amministrazione, alla luce di ormai questi cinque anni e dei ritardi su temi come l’edilizia popolare e il pug, che torneranno al centro della campagna elettorale, esattamente come nel 2007.

In mezzo, tra i due litiganti, c’è la componente di Nuovi Orizzonti, associazione politico-culturale, nata come pungolo dell’amministrazione, ma che, col tempo, ha rappresentato una certa presa di distanza dal governo cittadino, che pure aveva contribuito ad eleggere. Da qualche mese a questa parte, dal gruppo sostengono l’intenzione di correre da soli con una propria lista, avendo espresso un giudizio piuttosto critico sulla gestione Cariddi e dimostrandosi piuttosto freddi dinanzi alla idea di vedere rappresentata la discontinuità politica nella figura di Sammarruco: eppure, nonostante queste convinzioni, finora la propria presenza è stata delegata ai numerosi manifesti di protesta, fatti affiggere in questi mesi, senza peraltro l’ufficializzazione di un eventuale proprio candidato. Insomma, tutti si dicono pronti alla campagna elettorale, convinti delle proprie posizioni, certi delle proprie idee e dei propri risultati, ma nessuna mossa è concessa. Un eccesso tattico “tripolare” che, secondo alcuni manifesterebbe qualche incertezza latente. Insomma, guai a muoversi. E soprattutto a parlare di programmi.

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