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Zona ad alta pericolosità geomorfologica / Otranto

Baia di Porto Badisco, i vincoli idrogeologici “frenano” ancora la fruizione

Dopo il tavolo tecnico e il focus con la Regione il Comune di Otranto dovrà avviare un percorso tecnico e amministrativo con l’Autorità di bacino per verificare la riduzione dei vincoli del Pai e i divieti ancora vigenti della capitaneria. Dopo si potranno attuare i progetti

OTRANTO  -  A dieci giorni dal tavolo tecnico e dal focus alla presenza delle istituzioni regionali per porre le basi per un progetto condiviso e attuabile, in tempi ragionevoli, per la messa in sicurezza e la riqualificazione del canalone e della baia di Porto Badisco, l’amministrazione comunale di Otranto ha fatto gli ulteriori e necessari approfondimenti per valutare le soluzioni migliori: l’obiettivo è quello della fruizione del sito balneare e naturalistico.

Interventi e soluzioni celeri erano stati anche sollecitati nei meandri del consiglio comunale idruntino con una interrogazione della minoranza del gruppo di Otranto Futura. Ma alla voglia di accelerare i tempi e al tentativo di contemperare, da un latoi la salvaguardia naturalistica dei luoghi e, dall’altra, la pressante richiesta della fruizione pubblica di uno dei tratti costieri più suggestivi del litorale adriatico, fanno da contraltare le stringenti norme di sicurezza e i divieti idrogeologici legati alla fragilità del tratto costiero della baia.

“Dobbiamo rilevare la piena vigenza dell’ordinanza dell’ufficio circondariale marittimo del 2021 che vieta la balneazione nel tratto di costone roccioso ad una distanza di 30 metri” chiarisce il sindaco Francesco Bruni,. “e tale ordinanza riporta al suo interno i vincoli fissati dal Piano di assetto idrogeologico, che classifica quella baia in zona ad alta pericolosità geomorfologica, zone Pg2 e Pg3, e la parte ricompresa tra il canalone e quella che fu la spiaggetta come zona ad alta pericolosità idraulica. Quindi il combinato disposto dei vincoli discendenti dal Pai e di quanto previsto dall’ordinanza della capitaneria di porto non consente, allo stato, di eseguire alcun intervento urgente che possa condurre ad una fruizione, seppur limitata della baia”.

Tale approfondimento da parte del Comune implica che, preliminarmente ad ogni ulteriore progetto o intervento urgente che miri al recupero della balneazione, occorrerà avviare un’interlocuzione tecnica con l’Autorità di bacino dell’Appennino Meridionale, che conduca a ridurre o mitigare gli attuali vincoli. Permanendo i quali, qualsiasi opera, anche minima, si dovrebbe ritenere illegittima.

Proprio in tale direzione il sindaco Bruni ha annunciato che il Comune di Otranto si muoverà, sin dai prossimi giorni, contattando proprio l’Autorità di bacino per verificare un percorso tecnico e amministrativo finalizzato, dove possibile, alla modifica dei vincoli idrogeologici, propedeutica alla valutazione dei futuri  interventi per la messa in sicurezza e la futura fruizione.

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