Domenica, 21 Luglio 2024
Ancora pochi giorni / Otranto

Capitale italiana della cultura 2025: Otranto in attesa del primo verdetto

La prossima settimana il ministero della Cultura renderà noto l'elenco delle 10 candidature ammesse alla fase finale. I promotori, intanto, tracciano un bilancio del percorso fatto

OTRANTO – Non manca molto, oramai, per conoscere il nome della Capitale italiana della cultura nel 2025. In corsa c’è anche Otranto, la cui candidatura concorre con quelle di Aosta, Asti, Peccioli (Pisa), Assisi, Orvieto, Spoleto, Bagnoregio, Roccasecca, Pescina, Sulmona, Monte Sant’Angelo, Reggio Calabria, Agrigento, Enna. entro il 15 novembre il ministero della Cultura renderà nota la lista delle dieci proposte ammesse alla selezione finale che si concluderà nel mese di gennaio. Nel 2022 il riconoscimento, che porta con sé una dotazione finanziaria di un milione di euro oltra a una notevole visibilità, è andato a Procida. Per il 2023 toccherà a Brescia e Bergamo mentre l'anno successivo a Pesaro.

Intanto nella città salentina che si affaccia sull’omonimo canale si è concluso il percorso degli appuntamenti legati alla candidatura. Il dossier, affidato al rettore dell’Università del Salento, Fabio Pollice, ha visto al lavoro un gruppo di esperti, mentre il coordinamento delle attività è stato affidato a Luciano Schito.

“È un progetto ambizioso – ha spiegato Vincenza Filippi, commissario prefettizio -, una grande opportunità per il tessuto socio-economico della Terra d’Otranto. Otranto 2025 è una candidatura di comunità, risultato di un percorso partecipativo che l’ha portata a riscoprire la propria identità e a proiettarla nel futuro, ben oltre l’orizzonte della stessa proposta, seguendo la propria ideale vocazione che pone la cultura al centro di una innovativa visione del mondo, al cuore delle progettualità di sviluppo. Una comunità che abbraccia l’intera terra di Puglia, di cui la città è da sempre espressione e sintesi. Otranto, dunque, ha una forte vocazione culturale che, dal più lontano passato, dalle civiltà e dai popoli del Mediterraneo che hanno attraversato questa terra, si estende e si rivolge strategicamente ad un futuro ove l’arte del mosaico, l’albero della vita, il paesaggio di comunità rappresentano le modalità attraverso cui costruire una rete, realizzare un ponte che conduce ad un nuovo percorso di aggregazione culturale, sociale ed economica”.

Secondo Pollice “democrazia è cultura e cultura è democrazia. Una comunità che investe sulla propria cultura e la proietta nel futuro, contribuisce a rafforzare le proprie basi democratiche, attraverso la partecipazione e il coinvolgimento sociale. La Città di Otranto, recuperando la memoria del proprio passato e costruendo su di essa un progetto per il proprio futuro, si è riscoperta comunità patrimoniale e si è data una prospettiva di sviluppo fortemente aggregativa. In questo risiede il successo di questa candidatura. Otranto ‘Mosaico di comunità’, dove ognuno può sentirsi parte di questa creazione e contribuire e comporre la bellezza dell'insieme; nessuno deve sentirsi escluso”.

Schito ha quindi fatto un sintetico bilancio del percorso fatto: “È stato un privilegio lavorare in team e in piena autonomia e indipendenza con l’Università del Salento e i professionisti coinvolti nel progetto. Il percorso è stato approvato all’unanimità dall’inizio dell’analisi fino al dossier, un lavoro di squadra straordinario. È stato un lavoro armonioso in un contesto di competizione. L’augurio, in ogni modo, è che tale lavoro non si disperda, anzi, che sia di sprono per vivacizzare il dibattito sulla cultura e sulla valorizzazione del nostro territorio. L’albero della vita, rappresentato nel mosaico, rappresenta tutta la comunità”.

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