Notizie da Otranto

Condotte Spa presenta il porto turistico di Otranto

Partecipazione numerosa alla serata di presentazione del progetto per un porto turistico ad Otranto: dibattito aperto. Il sindaco Cariddi: "L'infrastruttura serve: speriamo finalmente di realizzarla"

Il plastico del progetto.
Grande partecipazione, ieri sera, ad Otranto, nella sala triangolare del Castello aragonese, all'incontro di presentazione alla cittadinanza del progetto di porto turistico della società provata Condotte d'Acqua Spa. Molti sono rimasti in piedi o hanno dovuto occupare l'adiacente sala rettangolare, per poter seguire l'incontro, segno evidente di come sia particolarmente sentita la questione della realizzazione dell'infrastruttura. La Condotte Spa di Roma, dopo un periodo di elaborazione, aveva presentato nei mesi scorsi una richiesta di concessione demaniale cinquantennale, per la realizzazione e la gestione di un porto turistico nel bacino di Otranto, riguardante lo specchio d'acqua, sia interno che esterno all'attuale bacino portuale: nella parte interna, la richiesta di concessione della società privata si viene ad intersecare con quella proposta dal comune di Otranto. In totale, però, sono tre i progetti riguardanti il porto, con una terza idea propria di una cordata di imprenditori.

La parte più consistente del progetto resta, invece, quella che interessa la cosiddetta parte esterna dell'area portuale, alla quale fa principalmente riferimento la proposta di Condotte d'Acqua. Nella fattispecie, la serata di ieri ha inteso chiarire l'intervento che Condotte prevede per il proprio progetto, con la realizzazione di una seconda banchina esterna, sul versante della zona Orte, rispetto a quella già esistente, che sposterebbe parte del traffico marittimo fuori dai confini dell'attuale bacino portuale. Simulazioni video e plastici specificativi sono stati messi a disposizione dei cittadini di Otranto, che hanno potuto avere una suggestiva impronta "virtuale" di quello che potrebbe andare a realizzarsi. L'incontro, dunque, voluto dalla società (famosa anche per il progetto del dibattuto e sospeso Mose di Venezia) ha dato la possibilità di sollevare dubbi, incertezze, impressioni e criticità da parte della cittadinanza. Tra i pareri entusiasti di chi ha sollecitato a realizzare finalmente l'opera, anche diversi approcci critici (per esempio, il rischio di creare un'area a beneficio di privati, più che del territorio, oltre alle questioni di ordine ambientale). L'ex sindaco e oggi consigliere provinciale, Francesco Bruni, ha posto una questione di metodo, sottolineando come dinanzi ad un'infrastruttura tanto importante, sia sempre necessario "aprire un tavolo di discussione", che non si fermi ad analizzare la prima ipotesi progettuale emersa, "seppur proveniente da una società leader nel suo settore", ma che tenga conto delle esigenze reali del territorio.

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I responsabili della società hanno colto ed apprezzato l'invito alla concertazione, invitando, però, a non fare di quest'ultima un "momento eterno". Esprime soddisfazione quest'oggi il sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, che evidenzia di aver apprezzato il gesto di Condotte di coinvolgere gli otrantini nella propria proposta progettuale e ritiene utile l'utilizzo di plastici e di simulazioni video: "Il progetto mi sembra certamente interessante - afferma - come per altro conoscevamo dalla documentazione e dallo studio di fattibilità, ma nel dettaglio avremo modo di verificare eventuali criticità in sede di Conferenza dei servizi: come amministrazione, per quel che riguarda la parte interna, ci auguriamo di poter realizzare il nostro progetto, per poter patrimonializzare l'area a beneficio del territorio". Sull'intervento di Bruni, Cariddi precisa: "Accogliamo quanto suggerito dal consigliere Bruni, non escludendo la possibilità di avere una figura di parte che si affianchi al lavoro dei tecnici comunali, per una valutazione quanto più condivisa del progetto. Ma quello che mi sento di dire da amministratore - conclude - è che si arrivi finalmente a realizzare finalmente l'infrastruttura, perché possa fungere da volano allo sviluppo territoriale. La città lo sogna da tempo e l'augurio è quello che sia la volta buona".

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