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Crollo del costone roccioso, Italia Nostra sollecita il sequestro dell’area

Nei giorni scorsi falesia in frantumi lungo la riviera degli Haethey. Seclì inoltra richiesta a procura e guardia costiera

OTRANTO - Gli effetti corrosivi dell’erosione costiera hanno portato a nuovi crolli di falesia lungo il litorale di Otranto. Ed è di nuovo allarme dopo i recenti cedimenti che hanno interessato l’area di Porto Miggiano, lungo il litorale di Santa Cesarea, e anche la località di Grotta Monaca-San Pietro Canali, sempre ad Otranto,  a ridosso della zona dove sarebbe dovuto sorgere lo stabilimento Twiga. Il nuovo crollo ha invece interessato nei giorni scorsi una porzione del costone roccioso della parte interna del porto idruntrino, in località Fascio (nella zona che i cittadini locali identificano come “U picciurillu”), lungo la riviera degli Haethey. Il costone è venuto giù nello specchio d’acqua  antistante la strada che collega la chiesa della Madonna dell’Altomare e il faro.

La situazione è stata monitorata in questi giorni dal personale del capitaneria di porto di Otranto e dal Comune, ma sulla vicenda in queste ore si è registrata la presa di posizione del presidente provinciale di Italia Nostra, sezione Sud Salento, Marcello Seclì che invita a maggiori approfondimenti per risalire alle cause del recente crollo dello spuntone roccioso. L’associazione ambientalista infatti ha inoltrato formale richiesta al comando della guardia costiera di Otranto, diretto da tenente Elena Manni, e alla procura, per “il sequestro probatorio urgente dello stato dei luoghi del crollo di una porzione di costone roccioso nelle acque del porto di Otranto”.

Secondo quanto riportato nella richiesta sottoscritta dal presidente provinciale di Italia Nostra, supportata da allegati fotografici, “già nella mattinata del 22 febbraio erano visibili, nella parte inferiore del costone roccioso crollato, almeno sette perni metallici lunghi circa due metri. E questa mattina, alle ore 12,30 circa, erano visibili soltanto tre perni metallici come dimostra un’altra foto allegata. Considerato che il crollo potrebbe essere anche messo in relazione ai recenti lavori di consolidamento del costone stesso si chiede che venga immediatamente sequestrata l’area in modo tale che non venga ulteriormente alterato e manomesso lo stato dei luoghi e che si possano accertare le cause del crollo stesso e le eventuali responsabilità”.

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