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Morì nel crollo della palazzina, per la Cassazione il processo è da rifare

Bisognerà celebrare un nuovo processo d’appello per stabilire le cause e le circostanze in cui avvenne il crollo di un’abitazione in via Faccolli. Secondo l'accusa il crollo sarebbe stato causato dai lavori di scavo di un terreno adiacente all'abitazione del 68enne Mario Pellegrino

Otranto, via Faccolli. L'angolo interessato dal crollo.

LECCE – Bisognerà celebrare un nuovo processo d’appello per stabilire le cause e le circostanze in cui avvenne il crollo di un’abitazione in via Faccolli a Otranto.

In quella tragica sera di febbraio di nove anni fa, era il 9 febbraio 2005, morì il proprietario della casa, Mario Pellegrino, 68enne del posto. La Corte di Cassazione, infatti, ha annullato le tre condanne inflitte in primo e secondo grado, stabilendo che debba essere celebrato un nuovo processo presso la Corte d’appello di Lecce. 

Accolto, dunque, anche se bisognerà attendere il deposito delle motivazioni della sentenza, il ricorso presentato dagli avvocati Luigi Corvaglia, Cristiano Solinas e Ubaldo Macrì.

Secondo l’ipotesi accusatoria il crollo sarebbe stato causato dai lavori di scavo di un terreno adiacente all'abitazione di del 68enne, sul quale si doveva realizzare una palazzina.

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In primo grado, il giudice monocratico del Tribunale di Maglie Pasquale Sansonetti aveva condannato con le accuse di omicidio colposo e disastro colposo a due anni e dieci mesi di reclusione il progettista dell'edificio Cataldo Russo, 46enne di Otranto e a un anno e quattro mesi di reclusione per Giorgio Campa, 58enne di Bagnolo del Salento, legale rappresentante della "Cc investimenti"; la pena più bassa, pari ad un anno, è stata concessa a Paolo Calogiuri, 39enne di Lecce, legale rappresentante della ditta che avrebbe dovuto realizzare la palazzina. Condanne poi confermate in appello. 

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