Sabato, 19 Giugno 2021
Otranto

Estate più cara ad Otranto, con la tassa di soggiorno

Dal 1° luglio anche nella città dei Martiri farà capolinea il balzello per i turisti: c'è solo una bozza di regolamento, suscettibile a variazioni, ma la questione è destinata a generare dibattito

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OTRANTO - Arriva la tassa di soggiorno anche ad Otranto e che, piaccia o no, l'argomento è destinato a far dibattere. Una vacanza nella città dei Martiri, dunque, a partire dal 1° luglio, potrebbe costare dai 5 ai 20 euro in più a persona, a seconda dei giorni di ferie e delle scelta delle strutture. Il comune, infatti, con una missiva indirizzata agli operatori del settore turistico, ha informato della propria intenzione di istituire l'imposta, recependo le indicazioni del disegno di legge sul federalismo fiscale municipale.

Si tratta, nello specifico, di un "contributo" obbligato, di "un sostegno economico all'impegno della città per garantire ai turisti la migliore e più efficiente accoglienza", richiesto a chi alloggia nelle strutture ricettive del territorio comunale: il gettito ricavato, come si legge nella missiva, è destinato a finanziare interventi in materia di turismo (compresi quelli alle stesse strutture ricettive), di manutenzione, di fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali, nonché quelli relativi ai servizi pubblici locali.

Il balzello non rappresenta in assoluto una novità otrantina: chi viaggia sa della sua esistenza in grandi città europee come Barcellona (dove l'imposta corrisponde al 7% del costo totale della prenotazione), ad Amsterdam (pari al 5%), a Budapest (pari al 3%), a Parigi (con una variazione dai 20 centesimi a un euro e cinquanta a notte), e persino a Roma, dove si paga un euro a notte in campeggio e fino a tre euro per gli alberghi a quattro o cinque stelle. Qualche tempo fa, se ne parlò anche a Lecce (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27073). La differenza semmai è nei servizi che certi luoghi sanno offrire all'utenza e che, in qualche modo, giustificano la tassa.

La natura, dunque, dell'imposta sarebbe di carattere finanziario, ossia una risposta del cosiddetto federalismo fiscale municipale alle esigenze dei comuni di far cassa, viste le condizioni difficili di molti bilanci. La domanda, però, alla base della reintroduzione della tassa di soggiorno, è se i comuni che la applicano (in tal caso, Otranto) abbiano la convinzione di poter competere con i grandi centri turistici europei e con le grandi capitali.

Al momento, è stata prediposta solo una bozza di regolamento comunale, suscettibile, quindi, di integrazioni e variazioni, su cui ha preso il via la consultazione delle associazioni maggiormente rappresentative del settore turistico. Quali le modalità di riscossione della tassa di soggiorno? Spetterà ai singoli gestori di strutture, per l'occasione, vestire i panni di "esattori", prelevando l'imposta da quanti sosteranno ad Otranto, versandola mensilmente nelle casse comunali. Saranno esentati i minori fino a dieci anni, chi pernotterà presso ostelli della gioventù, autisti ed accompagnatori di gruppi e chi verrà in vacanza nella città dei Martiri nel periodo invernale.

Le tariffe applicate prevedono 2 euro al giorno a persona per i pernottamenti effettuati in alberghi 5 e 4 stelle, residenze turistico alberghiere 4 stelle, villaggi turistici 4 e 3 stelle; 1.50 euro a persona per pernottamenti in alberghi e residenze turistico alberghiere a 3 stelle; 1 euro al giorno a persona per pernottamenti in alberghi a 2 stelle, alberghi ad una stella, residenze turistico alberghiere e villaggi turistici a 2 stelle, affittacamere, alloggi agrituristici, bed & breakfast, campeggi, aree attrezzate per la sosta, case appartamenti vacanze, residence, case per ferie. L'imposta viene applicata sino a 5 pernottamenti consecutivi nei campeggi e 10 nelle altre strutture ricettive.


L'amministrazione vuole evitare disagi agli operatori del settore e ha già convocato per il 14 giugno un'assemblea al "don Tonino Bello", per discutere di questa novità. In quella sede, si capiranno gli umori degli imprenditori turistici. Ma restano certamente da chiarire alcune questioni: chi, per esempio, ha già prenotato la propria vacanza ad Otranto per i mesi di luglio ed agosto, all'oscuro di questa nuova imposta, che reazione avrà rispetto al costo aggiuntivo? C'è concretamente il rischio che l'operazione, fatta partire già da quest'anno, diventi un deterrente a svantaggio dei flussi turistici? Sono domande a cui gli amministratori dovranno formulare risposte chiare, con un confronto attento e costruttivo con il settore.

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