Venerdì, 24 Settembre 2021
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Il sapere del gusto: ad Otranto il doc della Puglia

Al castello Aragonese di Otranto un dibattito con esperti e stampa specializzata, per presentare il marchio "Prodotti di Puglia" su quattro prodotti del paniere ortofrutticolo da promuovere

OTRANTO - Si terrà domani, sabato 6 febbraio, alle 18, nella cornice del castello Aragonese di Otranto, l'incontro su "Il sapere del gusto: i prodotti di Puglia comunicano valore", organizzato per promuovere la conoscenza del marchio Prodotti di Puglia, recentemente regolamentato dalla Regione Puglia per sostenere la produzione, la valorizzazione e la diffusione dei prodotti agro - alimentari del territorio regionale.

Organizzato dall'agenzia di comunicazione Doc Media di Barletta, con il sostegno dell'Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari ed il patrocinio del comune di Otranto, l'incontro illustrerà l'importanza di questo marchio collettivo comunitario con indicazione territoriale che garantisce la provenienza dei prodotti tipici, consentendo così di risalire con certezza dal prodotto al produttore iniziale. La città salentina, da cui prende il nome una delle cinque denominazioni di origine comunitaria dell'olio extravergine di oliva, la Dop "Terra d'Otranto", sarà location d'eccellenza per la presentazione del nuovo marchio, volto a garantire la legittima provenienza che nella prima fase applicativa riguarda 4 prodotti del nostro paniere ortofrutticolo: uva da tavola, ciliegie, asparago e carciofo.

Negli ultimi dieci anni sono quasi raddoppiati i prodotti a denominazione di origine Dop e Igp italiani riconosciuti in Europa, dove il Made in Italy di qualità ha superato anche la Francia. Un italiano su tre, secondo un recente studio di Coldiretti, li ha acquistati regolarmente nel corso del 2009, complice l'allargamento della scelta tra 195 prodotti, rispetto ai 101 del 2000. Nel paniere dei prodotti a denominazione vi sono 132 Dop e 72 Igp, di cui 70 prodotti ortofrutticoli, 38 oli extravergini di oliva, 36 formaggi, 32 prodotti a base di carne, 5 prodotti da panetteria, 4 spezie o essenze, 3 aceti, 3 prodotti di carne e frattaglie fresche, 2 prodotti della pesca e 1 miele. E' in questo quadro che si colloca la scelta della Regione Puglia di creare un marchio a denominazione dell'agroalimentare made in Puglia chiamato "Prodotti di Puglia".

Comunicare i prodotti tipici con il marchio Prodotti di Puglia equivale quindi a comunicare un valore, un territorio, una storia unica. E questo sarà il tema centrale della relazione che terrà Roberto Lorusso, Consulente per l'Innovazione e saggista che spiegherà infatti il significato e gli obiettivi di marketing del territorio e del marchio approvato dalla Regione Puglia con DGR n. 960 del 9 giugno 2009, per comunicare valore alle produzioni agroalimentari tipiche.

Esperti e rappresentanti di aziende del settore agroalimentare, rappresentanti delle organizzazioni agricole della provincia di Lecce e rappresentanti della stampa specializzata interverranno sull'opportunità di questo marchio che, oltre a garantire la qualità delle produzioni a beneficio della filiera, promuove tecniche rispettose dell'ambiente per favorire l'eco-compatibilità del processo, il risparmio energetico e l'applicazione di tecniche innovative.

L'incontro sarà aperto dai saluti del sindaco di Otranto, Luciano Cariddi e dell'assessore comunale all'Agricoltura, Daniele Merico. Modererà il dibattito Vincenzo Rutigliano, giornalista de Il Sole 24Ore. Interverranno inoltre Enrico Lupi, presidente dell'Associazione nazionale delle Città dell'Olio, Roberto Lorusso, (come già sottolineato) consulente per l'Innovazione e saggista, Vito Murrone, della Coldiretti, Pantaleo Piccino, il presidente dell'Anga (Confagricoltura) di Lecce, Gianluca Dell'Antoglietta, e alcuni imprenditori agroalimentari distintisi in processi di innovazione aziendale. Concluderà Dario Stefàno, assessore regionale alle attività produttive.

Ed intervenendo proprio sul marchio, Stefàno sottolinea: "Un marchio che oltre ad essere garanzia di qualità, dovrà certificarne la filiera e la tracciabilità, che dovranno essere rigorosamente pugliesi. Il mercato, infatti, dimostra di apprezzare sempre di più il Made in Puglia, quando è sinonimo di qualità e provenienza territoriale certa".

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