Notizie da Otranto

Baia di località Orte devastata dal fuoco: 25 lanci dai canadair, si cercano testimoni

Il rogo sul litorale di Otranto domato soltanto alle 4 del mattino. Il 115 al lavoro per bonificare il luogo e spegnere eventuali braci residue

Vigili del fuoco in prima linea sul fronte incendi (repertorio).

ORTE (Otranto) – “Assistiamo all’ennesima porzione di Salento in fumo per via di comportamenti inqualificabili e per giunta in un luogo a rischio in cui si aggirano persone. Cittadini che potrebbero essere dei testimoni dell’accaduto”. L’ingegner Giuseppe Bennardo, comandante provinciale dei vigili del fuoco di Lecce, non ha dubbi sulla responsabilità dei piromani che hanno agito nella Baia di località Orte, a Otranto. Sia che all’origine vi sia un mozzicone di sigaretta lasciato incautamente acceso tra le sterpaglie, sia che ignoti abbiano appiccato il fuoco di proposito, tra i numerosi bagnanti ci dovrà pur essere qualcuno che ha visto. Che ha notato qualcosa di sospetto.

Il fuoco non ha concesso tregua neppure nella notte. Sono ormai circa una cinquantina gli ettari di vegetazione andata in fumo nella baia idruntina. Un episodio che riavvolge i nastri della memoria riportandoci all’altro fatto simile, avvenuto sempre in un'area protetta lo scorso anno, quella de Le Cesine. In quell’occasione le analogie con quanto accaduto nelle ultime ore erano numerose. Soltanto gli ettari di vegetazione distrutta sono stati maggior nel 2018i: una trentina in più rispetto all’incendio di ieri.2fa9cffd-0744-4dad-84e6-e8900582ad51-2

La furia delle fiamme, divampate dal pomeriggio di ieri, si è palcata soltanto intorno alle 4 del mattino. I vigili del fuoco del comando provinciale, assieme ai colleghi del distaccamento di Maglie, hanno lottato per ore contro il maxi rogo che ha avvolto gli arbusti, raggiungendo un’altezza di dieci metri. A fornire sostegno durante le operazioni anche i volontari della protezione civile regionale e il personale dell’Arif (l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali), coordinati dal Dos, il direttore delle operazioni di spegnimento.

I vari lanci dei canadair, 25 in tutto tra le 19 e le 20 di ieri, hanno contenuto l’avanzata del fuoco in alcuni punti ma non si sono rivelati sufficienti per mettere fine a un incubo che ha visto sotto minaccia uno dei tratti naturalistici e costieri più interessanti del Salento. Soltanto all’alba di oggi l’incendio attivo è stato domato definitivamente. Ma il personale del 115 sta lavorando incessantemente per bonificare l’intera area colpita dall’incendio e accertare che ogni brace residua non minacci nuovamente la zona. Con raffiche di vento da Nord est, infatti, il rogo (partito dal basso, dove all’alba del giorno prima era stato organizzato il concerto del pianista Stefano Bollani) si è propagato rapidamente.

Le lingue di fuoco hanno lambito persino la litoranea, tanto che la strada è stata chiusa al traffico per diverse ore. L’incendio “di chioma” perché ha interessato le fronde degli alberi, è stato poi confinato e tenuto a bada dai pompieri in direzione della scogliera. E poi arginato “naturalmente” sul lato di Punta Palascia poiché il rogo ha incontrato materiale roccioso, dunque non combustibile. La complessità delle operazioni non è stata causata soltanto dal tipo di pendenza geomorfologica e dalla presenza di alberi, quanto dalla vegetazione tipica costiera: “La macchia mediterranea è paragonabile alla benzina”, ha concluso il comandante dei vigili del fuoco.

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