Lunedì, 25 Ottobre 2021
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La "maledizione" dell’Adriatico: brucia un altro yacht nelle acque di Otranto

Ad andare in fumo, nel pomeriggio, un'imbarcazione francese, ormeggiata nel porto idruntino. L'origine del rogo dovuta a tracce di olio sul motore

OTRANTO - Ha dell’incredibile. Sono ore sfortunate, le ultime, nelle acque salentine. Dopo l’imbarcazione andata in fiamme al largo di località Alimini due giorni addietro e il peschereccio a picco a Santa Maria di Leuca, è toccato anche a uno yacht francese. E’ accaduto nel pomeriggio, a Otranto. Non a chissà quante miglia dal litorale, ma nel porto stesso. A causa di un guasto, infatti, probabilmente dell’olio o tracce di carburante caduto sul motore, si è innescata una scintilla. Da questa alla fiammata, però, è stato un attimo. E’ partito il rogo davanti a numerosi presenti: è stata una fortuna, perché ha consentito di agire per tempo, e cercare di IMG_1181-2domare il fuoco in attesa dell’arrivo dei pompieri.

Sul posto, intanto, è giunta l’autobotte della sala operativa dei vigili del fuoco di Maglie. Ma il personale del 115 è rientrato poco dopo: l’incendio, fortunatamente, era stato completamente estinto. E, peraltro, senza conseguenze alle imbarcazioni ormeggiate accanto. L’episodio si è concluso soltanto con la calca di curiosi, e lo spavento degli skipper. Ma lascia un sorriso amaro la coincidenza che ha visto andare in fumo un altro yacht, nel pomeriggio di lunedì. completamente distrutto dalle fiamme. In quell’occasione, è stato un finanziere libero dal servizio, assieme a un suo parente, a mettere in salvo i tre passeggeri.

IMG_1178-3 I due, impegnati su un gommone in una battuta di pesca, hanno infatti notato la colonna di fumo e si sono avvicinati al natante. E’ andata diversamente, invece, a Santa Maria di Leuca, dove la capitaneria di porto è intervenuta per soccorrere i passeggeri del peschereccio “Giuseppe Padre”, di proprietà di un armatore barese. L’ultimo, urgente intervento in ordine di tempo, soltanto all’alba di oggi: i militari della guardia costiera sono accorsi a tre miglia al largo da Punta Palascia, per mettere in salvo un gruppo di 52 migranti. Il veliero a due alberi sul quale viaggiavano, ha rischiato di affondare. Le operazioni per il recupero sono delicate e ancora in corso.

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