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Pontili, sospesa la revoca del titolo di occupazione dell’area demaniale

Il provvedimento della Capitaneria nell'ambito dell'interminabile querelle. Ma il Comune ha eccepito di aver rispettato le normative

LECCE – Nuovo round nell’interminabile braccio di ferro sulla questione che vede sullo sfondo i pontili del porto di Otranto, nei pressi del Bastione dei Pelasgi. Con una recente ordinanza, il Tar di Lecce (presidente ed estensore Antonio Pasca, consigliere Ettore Manca, referendario Silvio Giancaspro) ha sospeso il provvedimento con cui la Capitaneria di porto di Gallipoli ha dichiarato la decadenza del Comune dal diritto di occupare l’area demaniale marittima su cui sono installati i pontili di approdo all’interno del porto. Un provvedimento che implica anche lo sgombero dell’area e lo smontaggio degli stessi pontili.

La questione si colloca nell’ambito della vicenda che vede contrapposti da anni il Comune di Otranto e Soprintendenza di Lecce. I pontili sono sotto sequestro su richiesta dalla Procura di Lecce fin dai primi del dicembre scorso. Gli amministratori comunali sono stati accusati di aver omesso lo smontaggio, prescritto dall’originario parere della Soprintendenza del 2010, al termine di ciascuna stagione estiva.

Il Comune, dal canto suo, ha ricorso alla Cassazione penale contro il sequestro, dopo il “no” del Riesame, ritenendo la propria condotta legittimata, sino al 31 dicembre 2018, da decreti, ordinanze e sentenze del Tar Lecce che hanno disposto il mantenimento dei pontili e in seguito, dal 1° gennaio 2019, per effetto del comma 246 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2019, norma per la quale i titolari di concessioni demaniali marittime a uso turistico ricreativo e di punti di approdo con manufatti amovibili possono mantenerli installati fino al 31 dicembre 2020 e che, secondo l’interpretazione del Tar Lecce, in un precedente molto recente, trova applicazione automatica.

La Capitaneria di porto di Gallipoli e ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, invece, hanno ritenuto che il mancato smontaggio abbia integrato un grave inadempimento agli obblighi assunti col titolo di occupazione demaniale, confermato dal sequestro penale. Ed ecco perché la decisione di revocare il titolo.

Il Comune di Otranto ha però sostenjuto di essersi comportato correttamente nell’osservanza della legge e dei provvedimenti giudiziari e per questo ha impugnato la revoca della Capitaneria davanti al Tar Lecce tramite gli avvocati Fritz Massa e Mauro Finocchito, che fanno parte del collegio difensivo del Comune di Otranto dagli esordi della vicenda, coadiuvati dall’avvocato Francesco Vergine per le vicende di carattere penale.

Ebbene, per il Tar il ricorso è fondato per vari motivi, tra cui il fatto che la Capitaneria di Porto non fosse affatto obbligata alla revoca del titolo, anche per non avere considerato una serie di fatti e di conseguenze giuridiche esposte in ricorso dall’amministrazione comunale, e il fatto di avere ritenuto inapplicabile la disposizione della legge di stabilità che dà facoltà ai titolari di tali opere di tenerle installate senza smontaggio stagionale sino al 31 dicembre 2020, facendo esplicito richiamo al proprio precedente costituito dalla sentenza numero 110/2020.

Per il Tar non è ostativa al provvedimento favorevole al Comune la pendenza di sequestro preventivo, sia perché la decisione è stata impugnata in Cassazione, dove attualmente pende, sia perché il sequestro riguarderebbe comunque i pontili e non lo specchio acqueo di riferimento. Soddisfatti per l’esito, pur nei limiti della fase cautelare, i legali del Comune. L’udienza per la trattazione del merito è fissata al prossimo 27 maggio.

E ora sono in corso di valutazione tra loro e gli amministratori le prossime mosse per consentire l’utilizzo dei pontili nel periodo che va dal 1° maggio al 31 ottobre 2020, durante il quale il parere della Soprintendenza ne ritiene legittimo l’uso.  

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