Domenica, 13 Giugno 2021
Otranto

“Il sud e le donne”: trenta scatti del maestro Scianna al Castello di Otranto

Sarà inaugurata il 23 giugno la mostra fotografica di Ferdinando Scianna, autore apprezzato in tutto il mondo per i suoi reportage. Resterà esposta nella fortezza idruntina fino al 30 settembre per narrare con le immagini un Mezzogiorno tutto al femminile

Uno degli scatti di Scianna

OTRANTO - S’intitola “Il Sud e le Donne” e sarà uno degli eventi culturali più rilevanti dell’estate pugliese, concepito in un luogo-simbolo del Mezzogiorno. E’ la mostra del grande fotografo Ferdinando Scianna, autore di reportage apprezzati in tutto il mondo, che sarà allestita nel Castello Aragonese di Otranto dal 23 giugno al 30 settembre 2015.

Trenta magnifici scatti realizzati in anni diversi e in varie regioni meridionali, dalla Sicilia, di cui Scianna è originario, fino alla Puglia dei candidi centri storici e dei luminosi lungomari. Un fascinoso itinerario che si offre al piacere dello sguardo e alle riflessioni del visitatore nelle stanze appena restaurate del millenario castello idruntino caro anche alla letteratura. Del Castello narrano infatti il romanzo gotico settecentesco di Horace Walpole, le visioni di Carmelo Bene, che proprio lungo queste stesse mura visse e operò, i bellissimi testi di Maria Corti e Roberto Cotroneo…

La mostra “Il Sud e le Donne” è prodotta dall’associazione “Veluvre – Visioni culturali” e dal Comune di Otranto in collaborazione con la Regione Puglia, ed è fiore all’occhiello e “messaggero” itinerante della rassegna culturale “Tu non conosci il Sud”, a cura del giornalista e scrittore Oscar Iarussi, che l’ha varata nell’autunno del 2014 a Bari, battezzandola con un verso del poeta Vittorio Bodini. Dopo il foyer del Petruzzelli di Bari e poi, nell’aprile scorso, la “Casa Cava” nei Sassi di Matera nominata Capitale europea della cultura 2019, adesso è appunto Otranto a raccogliere e rilanciare il testimone di “Tu non conosci il Sud”.

Le immagini sono state scelte personalmente da Ferdinando Scianna  e vengono introdotte da un testo critico dell’anglista Vito Amoruso, che oltretutto è stato amico e collega universitario di Bodini. Le fotografie danno vita a una galleria femminile di volti “senza nome”, sebbene ricchi di storie, ma anche di protagoniste del cinema o della moda colte nelle strade assolatissime o all’ombra di un sogno, come nel caso delle attrici Maria Grazia Cucinotta e Monica Bellucci. Grazie all’arte di Scianna, andiamo oltre la malinconia o il grottesco del folclore meridiano. Queste sue fotografie fanno balenare la “diversità” di un Sud in cui vi sono risorse da sprigionare e opportunità da cogliere. L’obiettivo del maestro riesce a cogliere, in ciascuno sguardo di donna, un riguardo che allude al ricominciamento di un’identità trasparente e misteriosa.

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