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Accesso interdetto per rischio di crollo, ma i clienti passavano comunque

Tunnel e passerella sequestrati e denuncia per il titolare del camping nella zona della baia del Mulino d'Acqua di Otranto

OTRANTO – La costa è friabile, fra crepacci e cedimenti il suo volto di falesia, sul litorale adriatico, è già mutato molte volte, ma nonostante tutto c’è sempre chi si avventura anche in zone in cui il divieto è tassativo, perché a “pericolosità geomorfologica molto elevata”.

E il problema è doppio se qualcuno favorisce queste condotte. Come nel caso della baia del Mulino d’Acqua, a Otranto. Aspetto che è costato una denuncia alla Procura di Lecce per il gestore del camping della zona. Perché la struttura, stando alle indagini, avrebbe consentito il passaggio ai clienti verso la spiaggia tramite tunnel e passerella, nonostante i rischi conclamati.        

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Gli accertamenti sono stati eseguiti dalla guardia costiera di Otranto dopo una serie di segnalazioni. E nei giorni scorsi, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, i militari hanno eseguito il sequestro preventivo dei succitati tunnel di accesso alla spiaggia del Mulino d’Acqua e passerella di legno installata.

Foto 2-20-4Secondo gli uomini della guardia costiera, il titolare della struttura ricettiva, nonostante i divieti imposti con ordinanze sia del Comune di Otranto, sia dello stesso Ufficio circondariale marittimo, avrebbe permesso all’utenza di raggiungere la baia lasciando aperto il cancello del tunnel. Ma nella zona in questione il passaggio è interdetto per rischio di frana della falesia classificato PG3. Il livello più alto.

Il titolare della struttura era già stato formalmente invitato dal Comune di Otranto a mantenere chiuso l’accesso alla spiaggia per evitare rischi ai bagnanti, ma per la guardia costiera le ordinanze di interdizione (del Comune per la parte a terra e della stessa guardia costiera per quella a mare) sarebbero state violate. E, oltre ai sigilli alle strutture d'accesso, è scattata la denuncia per inottemperanza a provvedimenti emessi per ragioni di sicurezza pubblica. 

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