Venerdì, 30 Luglio 2021
Otranto

Offf, buona la prima. Il regista Gianni Amelio stasera racconta il suo cinema

Dopo l'apertura di ieri, prestigioso ospite per la seconda serata della rassegna cinematografica che si tiene ad Otranto: per lui un riconoscimento ed una lectio introduttiva che anticipa la proiezione de "Il primo uomo"

Gianni Amelio

OTRANTO – Buona la “prima”. Ottimi riscontri di pubblico per l’apertura della quarta edizione di Offf, ad Otranto, rassegna cinematografica, organizzata dall'amministrazione comunale, in collaborazione con la fondazione Apulia Film Commission e la direzione artistica e organizzativa di Chiara Eleonora Coppola.

Dopo la visione del film dei fratelli Taviani, vincitore dell’orso d’oro a Berlino, questa sera, tocca al grande cinema di un maestro della settima arte, Gianni Amelio, che a partire dalle 20, a Porta Alfonsina, terrà una intervista/lezione di cinema, a cura di Alessandro Leogrande. A seguire, la consegna del Premio Cinema e Territori 2012 allo stesso regista e la proiezione del suo film "Il primo uomo" (2011), nato da una coproduzione italo-franco-algerina.

Mescolando l'autobiografico e incompiuto romanzo di Camus ai ricordi di se stesso bambino, Gianni Amelio gira un film intimo e poetico in cui la grande storia si intreccia alle piccole storie fatte di persone e non di personaggi. Come lo scrittore Jacques Cormery, che torna nella natia Algeria per ridare un senso alla propria esistenza, anche l’artista e uomo Gianni Amelio riscopre nel ritorno all’infanzia la propria identità perduta. I ricordi dell’uno diventano così i ricordi dell’altro, quasi identici anche se ci sono 30 anni a separarli, in “un anonimato dove non esiste né passato né avvenire”, dai quali emerge la figura di un uomo ideale, quel “primo uomo” che forse potrebbe essere in ciascuno di noi.

“Nessuna autobiografia può appassionarci se non tocca in parte anche la nostra vita - afferma Amelio - nell'infanzia di Camus ad Algeri ho ritrovato le tracce della mia Calabria nel secondo dopoguerra. A suo padre così ostinatamente cercato si è sovrapposta l'immagine di mio padre lontano e sconosciuto”. Il film, ambientato negli anni '50, ha ricevuto nel 2011 il premio della critica internazionale (Fipresci) e, lo scorso 2 settembre, il premio “Pietro Bianchi 2012” a Venezia, alla 69° Mostra internazionale d'arte cinematografica, in occasione della proiezione di Colpire al cuore, che il regista ha scelto, a trent’anni dall’uscita, per siglare la consegna del premio con uno dei suoi film meno visti e ancora straordinariamente attuali.

La serata prosegue alle 22, con la sezione di short films & documentaries e l'incontro con Silmone Salvemini, regista di "Appunti da: l'approdo delle anime migranti". A seguire, la proiezione del documentario che racconta la storia del relitto della motovedetta albanese Kater, protagonista della "Strage del Venerdì Santo" (nella quale il 28 marzo 1997 morirono 81 persone) e trasformata oggi in un'opera monumentale dedicata alla memoria di tutti i migranti periti in mare. Il documentario, realizzato con il sostegno e il contributo di Apulia Film Commission, rientra nella serie di iniziative culminanti con l'inaugurazione della scultura ideata dall’artista greco Costas Varotsos e dedicate al ventesimo anniversario dello sbarco albanese in Puglia e ad Otranto, nel suo porto millenario, emblema di accoglienza e solidarietà tra i popoli.

Al termine delle proiezioni, farà da cornice al festival un concerto dedicato al nuevo flamenco degli Almoraima che, sul palco di Porta Alfonsina, presenteranno una miscela di ritmi e melodie arabe-flamenco tratte dal loro cd "Amor gitano". Nella mattinata di sabato, alle 10, al castello aragonese appuntamento con il workshop "Immaginario e territorio: i film girati in Puglia" e l’introduzione di Gianni Amelio.

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