Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Porto turistico, chiuso iter istruttorio dopo 8 anni. Passo in avanti verso il cantiere

Chiusa la conferenza dei servizi per il progetto che prevede, con un investimento di circa 40 milioni di euro, posti e servizi per oltre 400 imbarcazioni. La soddisfazione del sindaco Cariddi, che non ha taciuto il suo disappunto per la lunga attesa

Un tratto incluso nel progetto del nuovo porto turistico.

OTRANTO – L’ultimo atto dell’iter istruttorio è stato concluso e la realizzazione del porto turistico di Otranto è un passo più vicina.

Circa 420 posti per imbarcazioni di varie dimensioni, 40 milioni di euro di investimenti, un ritorno occupazionale, indotto incluso, per un centinaio di addetti. Ci sono voluti quasi 8 anni, ma adesso la parola passa alla Regione Puglia che dovrà firmare con l’amministrazione comunale il relativo Accordo di programma.

Per il governo pugliese oggi era presente l’assessore alle Politiche Sociali, Salvatore Negro, il quale poco prima dell’inizio della conferenza dei servizi – che si è tenuta nella sala triangolare del Castello Aragonese – ha ribadito il parere favorevole dell’ente e l’importanza dell’infrastruttura non solo per Otranto ma per l’intero territorio salentino. Presente anche il deputato del Pd Federico Massa.

Il progetto prevede la realizzazione da parte della Società Condotte spa del porto nella zona cosiddetta delle cave, una sorta di prolungamento dell’attuale area a disposizione dei natanti. Molto soddisfatto il sindaco, Luciano Cariddi, che dell'opera ha fatto una priorità della sua azione amminsitrativa, e che però sala_triangolare-2non ha nascosto il proprio disappunto per il tempo trascorso a dirimere le controversie con la Soprintendenza e l’Agenzia regionale per l’ambiente che avevano negato il loro assenso tanto che la questione era stata portata all’attenzione del Consiglio dei Ministri per la decisione finale e il progetto modificato in alcune parti.

“Un’opera che giunge a realizzazione a distanza di troppi anni da quando è stata proposta dalla società che dovrà realizzarla, in un contesto socio-economico rivoluzionato dalla crisi internazionale e dalle politiche, a mio avviso, sbagliate adottate dai governi che si sono succeduti nel settore della nautica da diporto e che hanno decimato la presenza di imbarcazioni nei porti turistici italiani”.

Cariddi si è detto anche convinto che i segnali positivi  dell’ultima stagione che hanno portato ad un aumento della domanda di posti barca possa essere di buon auspicio per il tanto atteso porto.

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