Martedì, 3 Agosto 2021
Otranto

Otranto diventa la città dei cantieri. Non senza disagi

Una serie di cantieri percorre la città da qualche giorno, opere necessarie, ma che non risparmiano disagi. Desta qualche preoccupazione quello riguardante uno delle ultime spiagge libere idruntine

Cantiere sul Lungomare.

Da qualche giorno, è sotto gli occhi di tutti un fatto incontestabile: Otranto è un cantiere aperto. Dal Lungomare al centro storico, la cittadina appare irriconoscibile, intenta com'è a "rifarsi il trucco". Ed ora si aggiunge anche il cantiere per il recupero del Convento Cappuccini. I lavori sono spesso necessari. Lo sono quasi certamente anche in questo caso. Eppure iniziano a serpeggiare malumori tra cittadini e visitatori. Un po' per i disagi, che soprattutto nel centro storico, dove proseguono i lavori di scavo per la posa dei tubi che trasporteranno il metano, appaiono praticamente inevitabili, un po' per la questione strettamente commerciale: i negozi del borgo antico, in buona sostanza, non vivono una situazione idilliaca in questi giorni, anche perché evidentemente non risultano comodamente raggiungibili.

Qualcuno potrebbe dire: "Vabbè? si rifaranno durante le feste". È questo il punto. E se i lavori come appare dimostrato difficile saranno consegnati nella più realistica ipotesi di aprile? Logico, dunque, pensare che all'inizio della stagione turistica, che coincide nella maggior parte dei casi con la Pasquetta, la città rischi di farsi trovare impreparata. Di certo, non al meglio. È innegabile che lo spettacolo domenicale da "assaggi di stagione turistica", con frotte di passeggiatori che si dimenano tra tavole di legno e lastre ammassate qua e là, con evoluzioni acrobatiche, non sia bello a vedersi. Altro discorso merita poi il lungomare, dove sulla spiaggetta sottostante la piazza Madonna dell'Alto mare, pare in atto la riduzione dell'arenile, a causa di alcuni interventi previsti, che dovranno culminare nella realizzazione di una scalinata, che dal piano stradale scenda sulla spiaggia. Di quanto sarà ridotta per l'appunto la spiaggia non è dato saperlo con precisione, anche se qualche previsione campeggia nei discorsi cittadini e soprattutto la visione del cantiere interessato può illustrare un'idea meglio di qualsiasi altra supposizione.

Quello che certamente inquieta è il cemento che cola sulla spiaggia, ma non solo quello: fa effetto veder restringersi lo spazio di uno dei pochi "baluardi" restanti della "balneazione libera". Otranto da anni vive una selvaggia riduzione degli spazi riservati alla fruizione pubblica delle spiagge: la Baia dei Turchi ne è stata a lungo l'emblema, ma mai il caso esclusivo. Ci sono spiagge pubbliche nel tempo accerchiate da lidi privati, fino allo strangolamento graduale (basti pensare alla spiaggia tra la Plancia e l'Atlantis): ed è sempre più fastidioso assistere alle scene di famiglie con bambini, costretti ad adattarsi alla men peggio su quelli volgarmente detti "cuti". Se fosse vero da come appare dal colpo d'occhio del cantiere che la spiaggia vada incontro ad una sensibile riduzione, non sarebbe una piacevole notizia. Ad Otranto gli spazi pubblici di balneazione vanno tutelati dalla selezione annuale a cui ormai vengono sottoposti. Non ridotti. Ecco perché è pienamente giustificata la preoccupazione di molti cittadini.

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