Notizie da Otranto

Blitz del Noe nella discoteca Bahia: scattano i sigilli a pista da ballo e bar

I militari del Nucleo operativo ecologico di Lecce hanno posto sotto sequestro preventivo d'urgenza alcune opere che sarebbero state realizzate all'interno della nota struttura ricettiva sull'Alimini-Otranto senza titolo edilizio abilitativo. Informati Procura e autorità amministrative

OTRANTO – L’estate bussa ormai alle porte, ma uno dei ritrovi notturni più noti della costa adriatica rischia di rimanere al palo, salvo che il gruppo proprietario non riesca a dimostrare l’estraneità rispetto alle contestazioni. In caso contrario, se fossero confermate in tutto o anche solo in parte, occorrerebbe porre rimedio in tempi rapidi.

I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, infatti, hanno apposto i sigilli alle strutture principali che compongono la discoteca Bahia, sulla litoranea Alimini-Otranto. Si tratta di un sequestro preventivo d’urgenza, nell’ambito della stagione di accertamenti a tappeto già inaugurata dal Noe su presunti abusi edilizi. Controlli che nei giorni scorsi li avevano condotti in un camping di Gallipoli. Dunque, da un versante all’altro della costa, ecco un nuovo provvedimento è destinato a suscitare dibattito e altri ne potrebbero arrivare a breve, perché la campagna è solo all’inizio. 

Il controllo di ieri s’è svolto ieri insieme ai militari della stazione di Otranto, ed ha condotto a un ingente sequestro. I sigilli, infatti, sono stati apposti alla pista da ballo, un’area di circa mille e 800 metri quadrati, alla pavimentazione d'ingresso, ma anche alla biglietteria e alle coperture delle superfici adibite a pedane privè e a bar (realizzate con pannelli coibentati in pvc). Nel computo, risulta anche un'area scoperta, pure questa adibita a servizio bar, delimitata con pannelli di vetro e paratie di legno.

Tutte le opere finite sotto la lente, stando a quanto hanno constatato i militari, diretti dal maggiore Nicola Candido, sarebbero state realizzate all’interno di un’area demaniale marittima, in zona ricadente in un sito d’importanza comunitaria, sottoposto a vincolo paesaggistico e geologico, e senza titolo edilizio abilitativo.

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Il legale rappresentante della società titolare della struttura è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Lecce. Le ipotesi di reato comprendono l'abusivismo edilizio e il deturpamento di bellezze naturali. Oltre all'autorità giudiziaria, del sequestro saranno informate anche le autorità amministrative per eventuali provvedimenti di loro competenza.

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