Notizie da Otranto

Sentenza del Consiglio di Stato: solo stagionali i pontili del porto turistico

Per i giudici di Palazzo Spada la Soprintendenza ha operato correttamente. Le perplessità del sindaco di Otranto, Cariddi

OTRANTO – I pontili del porto turistico di Otranto devono essere smontati durante il periodo invernale, parola del Consiglio di Stato.

Ribaltata dunque la sentenza del Tar di Lecce che invece aveva accolto il ricorso dell’amministrazione comunale idruntina contro la nota del 2014 con cui la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto aveva espresso parere negativo all’istanza di sostituzione dei pontili galleggianti con altri montati su pali infissi nel fondale.

Il Comune ebbe la meglio nel giudizio di merito, ma la originaria richiesta di sospensiva in via cautelare del parere dell’autorità statale era stata respinta. Ciò nonostante l’amministrazione aveva proceduto alla sostituzione dei pontili galleggianti e poi, con i motivi aggiunti e anch'essi accolti dal Tar, aveva impugnato anche il diniego della Soprintendenza alla revisione dell’obbligo di smontaggio nei mesi invernali. 

Secondo i giudici del Consiglio di Stato la Soprintendenza ha agito correttamente tutelando il valore paesaggistico e storico culturale del contesto con la prescrizione della stagionalità che è la condizione stessa per cui la realizzazione dei pontili galleggianti è stata autorizzata senza difficoltà. La trasformazione del porto in una struttura stabile, per come realizzata con pali infissi nel fondale, porta a una alterazione permanente dell’integrità visiva e della cornice ambientale dei beni tutelati, dice la sentenza. Infine, rilevano i giudici di Palazzo Spada, gli eccessivi costi per lo smontaggio e il rimontaggio dovevano essere tenuti presenti dal Comune sin dalla redazione del progetto originario che era stato autorizzato proprio in quanto incardinato sulla stagionalità.

Documento: la sentenza integrale del Consiglio 

Le perplessità del sindaco Cariddi

Il pronunciamento del Consiglio di Stato ha destato le palesi perplessità del sindaco, Pierpaolo Cariddi: “Ognuno continua ad operare per compartimenti stagno e solo a noi sindaci viene affidato il compito di comporre tutti gli interessi collettivi. Come si fa a smontare un porto? Stiamo parlando di 42 elementi lunghi 12 metri, larghi tre che, posti a terra, definiscono un ingombro equivalente ad un palazzo di 400 metri quadrati, per una altezza di 9 metri, come quella di un edificio a tre piani. Si tenga presente che tutte le reti dei servizi (acqua, energia elettrica e antincendio), dopo lo smontaggio non saranno più utilizzabili e dovranno essere sostituite e smaltite ogni anno”.

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Il primo cittadino fa presente che il progetto di smontaggio e rimontaggio, del costo complessivo di 800mila euro, è stato valutato negativamente dalla commissione paesaggistica e anche dalla capitaneria di porto. “Quindi – si chiede retoricamente il sindaco di Otranto - il mantenimento a mare non è compatibile paesaggisticamente, il deposito a terra non è compatibile paesaggisticamente e genera maggiori impatti sull’ambiente. Quale soluzione allora si potrà adottare?”. Il primo cittadino chiude la sua nota auspicando un’intesa con la Soprintendenza prima del prossimo inverno.

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