Martedì, 15 Giugno 2021
Otranto

Pattugliatore della finanza intercetta veliero con migranti

L'operazione a tarda ora. L'imbarcazione a circa 6 miglia dal traverso di Otranto: a bordo in 62. Al "Don Tonino Bello" non c'è posto: condotti nel palazzetto dello sport di Alezio

Immagini per gentile concessione dell'ufficio stampa della Croce rossa di Lecce.

OTRANTO – Il mare è piatto come una tavola, questa sera, nella zona di Otranto, ma non significa certo che i migranti e gli scafisti che li stavano trasportando (due, arrestati), non abbiano corso i loro rischi, giacché la bassa pressione che s’è insinuata nell’alta pressione, ha provocato fenomeni atmosferici di tipo equatoriale. La bomba d’acqua esplosa su Lecce, oggi, n’è esempio lampante.

Nondimeno, gli sbarchi continuano imperterriti, tanto che nella tarda serata un pattugliatore del Reparto operativo aeronavale della guardia di finanza ha intercettato l’ennesimo natante sospetto, seguendolo e abbordandolo, per poi consentire ai militari di salirvi.

Sono passati appena sei giorni dall’ultimo episodio, che s’è verificato fra Leuca e Gallipoli e che ha scatenato anche polemiche, per via delle difficoltà con cui è stato gestito il problema, allestendo una tendopoli in pieno maltempo che ha retto ben poco (per il Silp Cgil, sindacato di polizia, una vera e propria improvvisazione, con accampamenti di fortuna). Tanto che s’è deciso di condurre i migranti presso il palazzetto dello sport di Alezio per l’accoglienza. Il “Don Tonino Bello” di Otranto, infatti, è ancora occupato da extracomunitari inviati da altre regioni.

IMG-20160912-WA0004-3Quanto all’operazione, si tratta di sessantadue migranti, tutti maschi, pachistani e siriani (fra loro anche un paio di minori, un bambino di 10 anni e un ragazzo di 16) partiti da Grecia o Turchia (secondo i finanzieri, più plausibile la seconda ipotesi), che il pattugliatore delle “fiamme gialle” ha intercettato a circa 6 miglia dalla costa, al traverso di Otranto. Si trovavano su un veliero di 16 metri. Ad attenderli, al porto di Otranto, personale della Croce rossa italiana e del 118.

Il trasbordo s’è concluso intorno alle 3 di notte, dopodiché sono iniziate le le consuete operazioni d’identificazione che hanno portato all’individuazione degli scafisti, per i quali sono scattati le manette. Di rilievo il contributo dei militari della Scuola di cavalleria dell’eserciti, attivati dalla Prefettura come gli altri operatori, per fornire le strutture di accoglienza (brande, coperte lenzuola e materassi). La Croce rossa, invece, ha fornito pasti e kit di accoglienza per l'igiene personale.

LE FASI DELL'AVVICINAMENTO

L’operazione ha avuto inizio alle 19,30. Ad avviarla, il guardacoste G.207 Cortile della Sezione operativa navale di Manfredonia. L’imbarcazione a vela aveva a rimorchio un piccolo battello. Proveniva dal largo e si dirigeva verso la costa, con sole due persone a condurle, visibili all’esterno.

Ciò che ha insospettito i militari è stata la linea di galleggiamento della barca a vela, che evidenziava un notevole carico a bordo. Per questo, i finanzieri si sono avvicinati, eseguendo un controllo più accurato. E, una volta a bordo, i militari hanno accertato la presenza di molte persone. Gli scafisti sono stati subito isolati.

Dopo aver fornito la prima assistenza ai migranti, i quali hanno dichiarato di aver pagato circa 5mila euro per il viaggio, le "fiamme gialle" hanno scortato il veliero, in buone condizioni di navigabilità, agli ormeggi della Sezione operativa navale della guardia di finanza di Otranto. Sono apparsi tutti in buone condizioni di salute, anche se provati dalla navigazione, durata almeno cinque giorni.

L’imbarcazione, di un certo pregio, con doppia timoneria e pilota automatico, lunga circa 15 metri, monoalbero di colore bianco con striscia blu, denominata “Neighbours", battente bandiera americana, è stata sequestrata. I due scafisti, georgiani di 37 e 38 anni, marinai di professione, dopo le attività svolte con il pool antimmigrazione interforze della Procura della Repubblica di Lecce, sono stati arrestati per favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

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