Otranto

Approdano nel Salento dopo il viaggio in barca a vela: anche un disabile tra i migranti soccorsi

L'ennesimo sbarco è avvenuto intorno alle 13, nei pressi della Grotta dei Cervi: si tratta di un gruppo composto da donne, uomini e bambini, di nazionalità irachena

Il gruppo di migranti giunto nel primo pomeriggio

OTRANTO – Sbarcano a Otranto assieme a minorenni e bambinii: soccorsi altri migranti, uno è costretto su una carrozzella. L’ennesima, disperata traversata ha portato sulle coste del Salento un gruppo composto da dieci uomini, tre donne e, appunto, quattro minori tra cui bimbi e una ragazzina. Sarebbero tutti provenienti dall’Iraq, fatta eccezione per una delle donne, di origini georgiane, ma comunque sposata con uno dei migranti soccorsi.

Sono giunti in una località non molto distante dalla Grotta dei Cervi, a bordo di una barca a vela in legno: coloro che li hanno accompagnati per miglia e miglia in mare aperto, sono poi fuggiti e di loro non vi è ancora alcuna  traccia. Nè riferimenti. Ciò che noto, almeno al momento, è che i responsabili della traversata hanno utilizzato un’imbarcazione- stando alle prime dichiarazioni rilasciate dai migranti-  molto resistente in caso di condizioni avverse. E, con ogni probabilità, hanno volutamente “sfruttato” il mare mosso, sfidandolo, nella speranza che le forze dell’ordine non stessero pattugliando le coste, disincetivati del maltempo.

Lo sbarco è avvenuto intorno alle 13. I cittadini stranieri, tra i quali anche un uomo affetto da disabilità fisica, versano fortunatamente in buone condizioni di salute. Nessuno avrebbe rimedito conseguenze come disidratazione, o altro. Dopo le cure, e i pastii forniti dai volontari e militari, sono stati affidati ai finanzieri del Nucleo navale idruntino e al pool antimmigrazione clandestina coordinato della Procura della Repubblica di Lecce. Il gruppo è stato intanto trasferito presso il centro di prima accoglienza “Don Tonino Bello” di Otranto, dove si svolgeranno le operazioni di identificazione e ulteriori indagini per chiarire il punto di partenza del viaggio disperato, e fare luce sulla rete di contatti  allacciati con gli scafisti nella pianificazione della traversata.

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